Cina: 40 anni fa moriva Mao, il Grande Timoniere
Il 9 settembre del 1976 moriva Mao Zedong, il Grande Timoniere, il fondatore della Repubblica popolare cinese. Un anno dopo in Piazza Tienanmen fu inaugurato il mausoleo dove da allora riposano le spoglie mummificate del presidente e che è meta di milioni di pellegrini che vengono a inchinarsi davanti alla salma. Ancora molto diffuse le statue che lo rappresentano e nella sua città natale, Shaoshan, viene venerato quasi come un dio. Eppure molte cose sono cambiate in questi 40 anni in Cina, diventata la seconda potenza economica mondiale, che vanta migliaia di milionari.
Mao viene ricordato per aver unificato la Cina e averla liberata dalla dominazione straniera, ma di lui quasi si vogliono dimenticare i lati oscuri: lo sterminio di milioni contadini nella riforma agraria del 1951, il Grande Balzo in avanti per l’industrializzazione che tra il 1958 e il 1962 provocò una terribile carestia con forse 30 milioni di morti per fame. O la Rivoluzione culturale che Mao lanciò nel 1966 e durò fin al 1976 e che causò due milioni di morti. Senza dimenticare, infine, la costante politica antireligiosa.
Mao viene ricordato per aver unificato la Cina e averla liberata dalla dominazione straniera, ma di lui quasi si vogliono dimenticare i lati oscuri: lo sterminio di milioni contadini nella riforma agraria del 1951, il Grande Balzo in avanti per l’industrializzazione che tra il 1958 e il 1962 provocò una terribile carestia con forse 30 milioni di morti per fame. O la Rivoluzione culturale che Mao lanciò nel 1966 e durò fin al 1976 e che causò due milioni di morti. Senza dimenticare, infine, la costante politica antireligiosa.


















