Accade a Fara Sabina, in provincia di Rieti. Nel castello medievale che dal 1673 ospita donne dedite alla preghiera, un sabato al mese la comunità delle suore di clausura - oggi formata da cinque monache con i voti solenni e sei in formazione, provenienti da nazioni diverse - organizza una cena, in silenzio, per 40 commensali.
La serata viene curata in ogni dettaglio: dall’ambiente illuminato solo da candele, dal leggere a inizio pasto una lettura spirituale per nutrire mente e anima, alla musica sacra di sottofondo, alle elaborate pietanze ricavate da antichi manuali gastronomici del periodo medioevale/rinascimentale. Il menù – dall’antipasto al dolce – è stagionale e ripropone i piatti che mangiavano le monache della primissima comunità, come le due zuppe, ricche e speziate, che erano una costante nel pasto quotidiano. Per comprendere pienamente il senso e il valore che il silenzio da sempre ha avuto in questo luogo, prima della cena si fa una visita al monastero, sotto la guida di suor Barbara e suor Daniela, le quali raccontano qual è stato il passaggio teologico, voluto dal concilio Vaticano II, che ha portato le “sepolte vive” di un tempo a togliere le grate e ad aprire le porte di questa comunità claustrale.
L’appuntamento è alle 18, nella chiesa grande del monastero. Si parte da lì..
Sul numero 19, Famiglia Cristiana racconta quest'originale esperienza. Il reportage è di Vittoria Prisciandaro. Le fotografie sono di Stefano Dal Pozzolo/Contrasto.















































