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Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»
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Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»
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Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»
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Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»
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Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»
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E i giovani di Verona arrivano dal Papa in canoa
Sono trentadue giovani dai 18 ai 28 anni provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Verona e guidati dal direttore della pastorale giovanile, don Giampaolo Melchiorri. Per il pellegrinaggio verso Roma per l’incontro con Francesco dell’11 e 12 agosto hanno scelto un mezzo particolare: la canoa. «Ogni giorno», raccontano, «percorriamo circa 20 chilometri lungo il fiume Tevere con canoe e kaiak e venerdì arriveremo all'Isola Tiberina». La giornata comincia con la preghiera poco prima dell'imbarco. «Proprio quando le forze sembrano mancare la corrente, come una carezza provvidenziale, ci conduce sempre più vicini alla meta», spiegano i ragazzi. Don Emanuele Bortolazzi spiega il significato spirituale del viaggio: «Ciascuno con la sua canoa, nella solitudine delle scelte importanti come nella vita, vive questa grande esperienza del pellegrinaggio insieme con gli altri giovani, guardando la vita da una prospettiva diversa, con un occhio sempre verso la foce consapevoli del profondo legame con la fonte, custoditi tra le rive che sembrano opposte e contraddittorie ma che trovano conciliazione proprio in un ponte. Abbiamo scelto questo modo di arrivare a Roma perché abbiamo sentito forte l'invito del Papa a scendere nel profondo di queste vie del discernimento per riscoprire la verità di quella vocazione all'incontro con Dio per realizzare in pienezza la nostra vita». E conclude: «Abbiamo già fatto quest’esperienza in occasione della gmg di Cracovia. Ma questa volta arrivare a Roma "per mille strade" per noi significa riscoprire forse la prima e più antica strada verso la grande città. Il fiume Tevere, infatti, è stato per secoli l'autostrada che ha segnato la storia dei popoli intrecciando culture e tradizioni ma anche la fede. Si dice che lo stesso apostolo Pietro abbia navigato su questo grande fiume. Il desiderio di riscoprire le origini della nostra fede, il fascino di questa grande città, l'invito di papa Francesco a riscoprire la nostra vocazione dentro il fiume della vita ci hanno spinto a scegliere questa "strada" per arrivare all'incontro dei giovani italiani»

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