

È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


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È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.


È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio. All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens. «Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.
Expo, ecco come sarà il padiglione della Santa Sede
È stato presentato martedì in Vaticano il padiglione della Santa Sede ad Expo 2015. Dal punto di vista architettonico, si tratta di un volume bianco compatto, rappresenta l’essenzialità di un masso, le cui fronti diventano supporti per la comunicazione del messaggio che lega la Chiesa Cattolica al tema centrale dell’Esposizione universale: “Non di solo pane”. La scrittura allude a parole che scendono dall’alto come manna dal cielo. Scritte metalliche filiformi di colore chiaro sono appese distanziate dalle pareti di supporto, come sospese nell’aria. Anche la loro ombra proiettata consentirà la lettura dei messaggi tradotti in 13 lingue. Dal punto di vista delle misure, il padiglione occupa una superficie costruita complessiva di 500 mq, distribuita su più livelli e si articola in un piano terra espositivo e tre livelli superiori destinati a servizi e spazi accessori ed è stato realizzato con l’impiego di sistemi costruttivi leggeri a secco, per consentire rapidità alle fasi di montaggio e smontaggio.
All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens.
«Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.
All’interno, una sezione di fotografie sui problemi che sorgono quando l’uomo quando rompe l’alleanza con il Dio-creatore: CONFLITTI, DISEQUILIBRIO e DE-CREAZIONE. Gli scatti sono accompagnati da parole che papa Francesco usa spesso nei suoi discorsi: “complicità, corruzione, discriminazione, periferie, esclusione, distruzione, possesso, schiavitù…”. Parole che, se ascoltate, scendono nel profondo dell’anima e interrogano tutti e ciascuno. In totale, si tratta di 86 fotografie proiettate su schermi 70x100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. Infine, due le opere d’arte che si alterneranno nel Padiglione: l’Ultima Cena di Tintoretto e l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens.
«Si tratta di un padiglione minimalista, molto semplice, ma che vuole avere anche un cuore, nello spirito di papa Francesco», l’ha definito cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario generale della Santa Sede per l'Expo 2015.
