Mercoledì 10 settembre 2025, giorno della passazione di consegne a Matignon tra François Bayrou e il nuovo primo ministro Sébastien Lecornu, la Francia è stata paralizzata dal movimento di protesta «Bloquons tout». Manifestazioni, blocchi e scioperi hanno interessato in particolare i trasporti e il cuore di Parigi.
Secondo il ministero della Funzione pubblica, il 4,14% degli agenti statali era in sciopero a metà giornata, circa 38.000 persone, soprattutto nel settore dell’istruzione. Un tasso molto inferiore a quello registrato il 5 dicembre 2024, quando sotto il governo Barnier aveva aderito quasi un quinto dei dipendenti statali.
A Châtelet, nel centro della capitale, un incendio è scoppiato sulla facciata di un edificio che ospita un ristorante coreano. I pompieri sono riusciti a domare le fiamme, mentre poco distante la polizia ha caricato i manifestanti per impedirne l’accesso alle Halles. Alcuni gruppi hanno eretto le prime barricate.
Il Forum des Halles, uno dei centri commerciali più grandi d’Europa, è stato chiuso nel pomeriggio. Anche le stazioni metro e RER di Châtelet-les-Halles sono rimaste inaccessibili: la prefettura aveva già chiesto ai commercianti di abbassare le saracinesche per timore di saccheggi organizzati tramite i social.
ILa giornata dell’insediamento del nuovo premier Lecornu, dunque, si intreccia con una Francia agitata da proteste che, almeno a Parigi, hanno assunto tratti di forte tensione.









