

Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.


Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa. «Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole». La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.
Gaza, così muore un cristiano
Si chiamava Jalila Faraj Ayyad. Aveva sui 70 anni. E' morta sotto le macerie della sua casa, a Gaza City, colpita da un attacco israeliano. La sofferenza e la morte accomunano persone diverse per lingua, etnia, cultura, religione. Musulmani, ebrei, cristiani: tutti uguali nel momento del dolore. Jalila Faraj Ayyad era cristiana ortodossa.
«Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole».
La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.
«Il figlio minore Antonio - ha scritto su Facebook padre Jorge Hernandez, il parroco cattolico - non si trovava in casa perché si era recato a Messa nella chiesa ortodossa; e al momento dell’esplosione era proprio nella nostra parrocchia. Tutta la comunità è rimasta profondamente commossa. I missili davvero non fanno distinzioni tra le persone: semplicemente cadono e uccidono. Quanto avvenuto - ha aggiunto il parroco di Gaza - conferma come non ci sia un solo posto sicuro in tutta la Striscia. Questi sono fatti, non parole».
La cerimonia funebre s'è svolta nella chiesa ortodossa di San Porfirio, la più antica di Gaza: erano presenti anche padre Jorge e le Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa rimaste nella Striscia.
