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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
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È una Porta Santa un po’ particolare in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.
Giubileo, al Bambin Gesù la Porta Santa costruita dai bambini
È una Porta Santa un po’ particolare  in un luogo particolare: l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Il dono richiesto a chi simbolicamente la varcherà è uno stato d’animo, una virtù del cuore: la speranza. Di farcela a superare la malattia o di riuscire a viverla giorno per giorno. L’hanno chiamata “Porta della Speranza” proprio per questo. Un segno giubilare potente in un luogo dove le risposte latitano anche per chi crede. «La sofferenza non è solo dolore fisico, ma soprattutto sofferenza interiore per la mancanza di senso», dice il cappellano dell’ospedale don Luigi. E non c’è nulla di più insensato del dolore innocente e della sofferenza dei bambini. A realizzare la Porta sono stati i piccoli pazienti dell’ospedale sotto la guida dei maestri della Scuola, gestita dall’Istituto Comprensivo Virgilio, e delle assistenti degli spazi ludici. Nei giorni scorsi gli spazi ludici dell’ospedale si sono trasformati in laboratori creativi che hanno accolto i bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia e negli altri reparti della sede del Gianicolo. Tante piccole mani hanno sbalzato il rame, tra l’odore di colla e di polistirolo. Hanno lavorato insieme, usando il tatto, la fantasia e il loro estro artistico per realizzare nel metallo più antico scene religiose scelte da loro, riprese dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Giovedì 17 dicembre la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù diventerà a tutti gli effetti luogo giubilare per diocesi di Porto-S. Rufina con la cerimonia di apertura della Porta della Misericordia della cappella dell’Ospedale, nel Padiglione Paolo VI, designata dal vescovo Gino Reali come una delle quattro Porte Sante della diocesi, che si estende da Fiumicino a Santa Marinella, fino a Castelnuovo di Porto.

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