

La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


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La 13ma mostra internazionale di Illegio ha aperto al pubblico il 21 maggio e resterà aperta fino all'8 ottobre. Don Alessio Geretti ha scelto il tema "Amanti: passioni umane e divine", esplorato lungo sette secoli d'arte. La mostra, spiega il sacerdote appassionato d'arte, «cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».


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Gli amanti e le passioni umane e divine, la nuova mostra di Illegio spiegata da don Alessio Geretti
