

La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


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La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


La crisi dei migranti alla frontiera che divide i due Paesi continua a creare tensioni. Nella giornata di martedì, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati dalla polizia polacca per fermare le persone che tentavano di entrare nel Paese: «Hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione», si è giustificata Varsavia. Una situazione critica, che vede opposte Varsavia, come porta d'ingresso in Europa, e il regime di Minsk, sostenuto da Mosca. Una guerra ibrida, condotta da Alexander Lukashenko utilizzando i rifugiati, che l'Unione europea sta cercando di contenere a colpi di sanzioni e finanziando la Polonia con oltre 100 milioni di euro per la protezione delle sue frontiere ma «non per costruire muri». Soltanto a novembre sono stati cinquemila i tentativi di forzare il confine polacco da parte dei migranti in fuga dal Medio Oriente ammassati in Bielorussia, rispetto alle poche decine dell'intero 2020


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Il dramma dei migranti che imbarazza l'Europa al confine tra Polonia e Bielorussia
