

Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio


Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio
Il Papa apre i lavori dell'assemblea della Cei
Aprendo, nell'Aula del Sinodo, i lavori dell’assemblea generale della Cei, Francesco ha chiesto ai vescovi italiani «una presenza significativa» per la famiglia, la crisi del lavoro che provoca disoccupazione e cassintegrazione e i migranti che cercano una possibilità di vita. Poi li ha invitati a fare uno sforzo «per imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità». E citando un discorso di Paolo VI ha spiegato: «Siamo convinti che la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande che dilania la Chiesa» e scandalizza «il popolo santo» di Dio
