

In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


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In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)


In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)
Il Papa in silenzio ad Auschwitz, le immagini più toccanti
In silenzio, col capo chino, assorto in preghiera. In segno di rispetto. Così papa Francesco ha scelto di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa ha varcato l'ingresso del campo di concentramento da solo, a piedi, in silenzio. Si è poi seduto, sempre da solo e sempre in silenzio, su una panchina di fronte alle camerate dove erano reclusi gli internati, dove è rimasto per oltre un quarto d'ora assorto, a tratti con gli occhi chiusi, a mani giunte in grembo. Prima di riprendere il percorso Francesco si è avvicinato ad una forca in ferro dove venivano impiccati i prigionieri e ha baciato uno dei pali. Ha incontrato alcuni sopravvissuti alla Shoah. Davanti al muro delle esecuzioni ha acceso una candela. Infine, è entrato nell'attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale San Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l'impiccagione. Francesco si è poi spostato all'attiguo campo di Birkenau, chiamato anche Auschwitz II, a tre chilometri di distanza. Nell'area, nel periodo della Shoah, c'erano tre campi: due costruiti specificamente per lo sterminio degli ebrei, Auschwitz e Birkenau, e un campo di lavoro a Monowitz (Auschwitz III)
