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Ivrea è diventata il 54° sito italiano dell'Unesco. In qualità di "Città industriale del XX secolo", la città piemontese è ora uno dei nostri fiori all'occhiello grazie al progetto industriale e socio culturale voluto dagli anni 30' in poi da Adriano Olivetti che si è avvalso dei migliori architetti e urbanisti italiani.
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Ivrea è diventata il 54° sito italiano dell'Unesco. In qualità di "Città industriale del XX secolo", la città piemontese è ora uno dei nostri fiori all'occhiello grazie al progetto industriale e socio culturale voluto dagli anni 30' in poi da Adriano Olivetti che si è avvalso dei migliori architetti e urbanisti italiani.
Il sogno di Adriano Olivetti diventa sito dell'Unesco

Ivrea rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un'esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità. L'azienda simbolo della città, fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo e si sviluppa nel periodo degli anni '30 e '60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l'azienda Olivetti produceva macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer. La forma della città e gli edifici urbani sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo, rappresenta quindi un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell'architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali. La candidatura era stata presentata all'UNESCO a gennaio del 2017.

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