logo
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
logo
  • Attualità
  • Papa
  • Chiesa
  • Fede e spiritualità
  • Famiglia ed educazione
  • Società e valori
  • Cultura e spettacoli
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Home page>Foto e video>Foto>La battaglia di Ilaria: ...

Media gallery

gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
gallery image
gallery image

«Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.
La battaglia di Ilaria: «Mio fratello, morto d'ingiustizia, abbia giustizia»
   «Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio». Sono le parole di Ilaria Cucchi dopo l'incontro, insieme ai genitori, con il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone durato una decina di minuti. Poco prima del colloquio, la sorella di Stefano ha protestato davanti agli uffici della Procura: «Mi aspetto che mio fratello, morto per ingiustizia, abbia giustizia». Pignatone, nel ritenere inaccettabile una morte come quella di Stefano Cucchi, ha espresso la disponibilità, di fronte a fatti nuovi, a riaprire le indagini. Mostrando una gigantografia che ritrae il fratello morto, Ilaria ha detto: «Questa è l'insufficienza di prove, lo Stato non ha saputo garantire i diritti di mio fratello da vivo, ed ora non è in grado di dire chi l'ha ridotto così. Basta guardare questa foto e riflettere». La foto mostrata ai giornalisti fa parte di un gruppo di istantanee che la famiglia mostrerà al procuratore nel tentativo di ottenere un'indagine bis sui fatti avvenuti 5 anni fa. «Questo ragazzo non somiglia nemmeno lontanamente - ha detto Ilaria mostrando dopo la foto del fratello morto un'altra in cui è sorridente e in buona forma - a questo uscito di casa sei giorni prima vivo e sulle sue gambe. Stefano è stato pestato e ci aspettiamo che il procuratore assicuri i responsabili alla giustizia». Anche il padre Giovanni ha detto di auspicare una riapertura delle indagini «alla luce degli errori commessi nel corso dell'inchiesta giudiziaria» Venerdì è arrivata l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano, il 33enne arrestato a Roma e poi deceduto per le percosse il 22 ottobre 2009, nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.

logo
  • I siti San Paolo
    • Gruppo editoriale San Paolo
    • BenEssere
    • TELENOVA
    • Gazzetta d'Alba
    • Il Giornalino
    • Edicola San Paolo
    • EDIZIONI SAN PAOLO
    • Credere
    • Jesus
    • GBaby
    • G-web
    • I Love English Junior
    • Vita pastorale
    • Il Cooperatore Paolino
    • Maria con te 
    • La Domenica
    • Vita pastorale
    • SETTIMANA DELLA COMUNICAZIONE
    • FESTIVAL BIBLICO
  • Note legali
    • Privacy Policy
    • Informativa Whistleblowing
  • Social