

A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»


A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»


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A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»


A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»


A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»


A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»
Le più belle immagini della Messa del Papa con i giovani del Myanmar
A Yangon, nella Cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, una festa tutta di giovani, colorata dei costumi tradizionali birmani e di migliaia di volti gioiosi dentro e fuori le navate, e riempita dalle note squillanti dei canti, voce di una fede provata dalle difficoltà. In questa cornice si è svolta la Santa Messa, ultimo appuntamento di papa Francesco in Myanmar prima di partire per il Bangladesh: «Vorrei», ha detto Francesco, «che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo. In quanto messaggeri di questo lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo»
