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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni». «Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!». In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio.
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L'Eucarestia nutre il comandamento dell'amore
«Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa». A ricordarlo, nella serata di giovedì 15 settembre, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nell’omelia della Messa di apertura del 26° Congresso eucaristico nazionale, facendo notare che «quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare invidia – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni».

«Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare», ha spiegato il presidente della Cei evocando la «Chiesa in uscita» di papa Francesco: «Come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!».

In questo servizio di Cristian Gennari e Romano Siciliani, le più belle immagini della celebrazione d'esordio. 

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