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Home page>Foto e video>Foto>L'ultimo saluto a Carlo ...

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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.
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L'ultimo saluto a Carlo Petrini
Migliaia di persone — soci e dirigenti Slow Food, studenti e alunni dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, amici, artisti, esponenti del mondo della cultura e della politica — sono arrivate da ogni angolo del mondo a Pollenzo per dare l'ultimo saluto a Carlo Petrini. Non un funerale, ma una celebrazione corale: quella di un uomo che, come ha ricordato il rettore Nicola Perullo, «non poteva essere rinchiuso in nessuna etichetta», capace di parlare «dal contadino al papa, dal pescatore al re». Tra gli alberi del viale d'ingresso della sua Università, gli elogi funebri si sono intrecciati con ricordi, lacrime e sorrisi, tutti uniti dall'ultimo desiderio di Carlin: andare avanti, restare uniti.

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