

Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro


Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro
L'urna di Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo, c'è anche Bossetti tra i fedeli
Era il giorno di Santo Stefano del 1958 quando per la prima volta un Papa, Giovanni XXIII, varcava la porta di un penitenziario, il carcere romano Regina Coeli. Il “Papa buono” voleva incontrare e parlare ai detenuti. Dopo di lui, tutti i suoi successori si recano in carcere e papa Francesco ha scelto questo luogo per celebrare la Messa del Giovedì Santo. È stato quasi naturale portare l’urna di San Giovanni XXIII nel carcere di Bergamo nell’ambito del ricco programma della peregrinatio che le spoglie di Roncalli stanno compiendo nella sua terra natale. Tra i duecento detenuti che hanno accolto l'urna con le spoglie del Pontefice, c’era anche Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello condannato all'ergastolo in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio. Bossetti, detenuto dal giugno 2014, si è avvicinato alla teca con le spoglie del Santo ponendo la sua mano sul vetro
