Muri contro i migranti, strapotere dell'economia, asfissia della democrazia: "j'accuse" del Papa
C'è "una bancarotta" dell'umanità alla quale non si vuole porre riparo. Lo ha detto il Papa nell'udienza ai movimenti popolari. "Cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell'umanità non c'è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto? E così il Mediterraneo è diventato un cimitero, e non solo il Mediterraneo... molti cimiteri vicino ai muri, muri macchiati di sangue innocente".
La situazione dei migranti e dei rifugiati è "obbrobriosa, che posso solo descrivere con una parola che mi venne fuori spontaneamente a Lampedusa: vergogna". Per il Papa il terrorismo è legato al denaro che governa il mondo con "la frusta della paura".La politica, infine. “Le democrazie stanno attraversando una vera crisi”, ha affermato il Santo Padre. Il rapporto tra popolo e democrazia, ha osservato, “dovrebbe essere naturale e fluido”, ma “corre il pericolo di offuscarsi fino a diventare irriconoscibile”. “Il divario tra i popoli e le nostre attuali forme di democrazia – ha sottolineato – si allarga sempre più come conseguenza dell’enorme potere dei gruppi economici e mediatici che sembrano dominarle”. Quando la politica diventa monopolio di piccole caste, ha detto inoltre Francesco,“la democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalità, perde rappresentatività, va disincarnandosi perché lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità, nella costruzione del suo destino”.











