Queste non sono vere modelle, ma un riassunto dei "volti" delle metropoli
Benetton ci aveva abituato già negli anni Ottanta, con le spesso irriverenti campagne pubblicitarie firmate dal fotografo Oliviero Toscani, a vedere modelli anche bambini di ogni etnia.
Ora il marchio si è interrogato "Qual è il volto di Londra? E quello di Tokyo? New York? Milano? Berlino? Parigi?" Nella nuova campagna United Colors of Benetton, ideata da Fabrica, ha scelto di ricreare il volto delle modelle con un’elaborazione in parte analogica, in parte digitale di tutte le facce che si possono trovare nelle sei capitali mondiali della moda.
Prima ha condotto una ricerca per capire quale fosse il mix etnico di ogni capitale. Per esempio, gli asiatici sono il gruppo etnico più numeroso a Londra dopo i bianchi. A Milano, i Filippini e gli Egiziani sono le comunità straniere più numerose. Metà della popolazione di New York è nera o latina. Solo il 5% degli stranieri a Parigi viene dall’Africa. . Forte dei risultati, ha quindi fotografato un gruppo di donne i cui volti potessero rappresentare l’eterogeneità di razze e culture presente in ciascuna capitale. Tutti i ritratti sono stati combinati grazie a un algoritmo complesso, capace di garantire che ogni gruppo etnico fosse proporzionalmente rappresentato attraverso il colore della pelle, la forma degli occhi e del naso, il tipo e il colore dei capelli e la forma del volto. Ecco il risultato: non vere modelle ma le "facce" delle metropoli. . Il volto risultante per ogni città è stato dunque inserito nell’immagine finale, per dar vita all’abitante ideale di ogni capitale. Tutte insieme, le sei facce sono come ritratti provenienti da un mondo il cui il melting pot, acclamato in trent’anni di comunicazione Benetton, è finalmente diventato la norma. Certo, un software è intervenuto per rivelarlo, ma non c’è spazio per il dubbio: quel mondo finalmente è arrivato e la diversità è ancora più bella di come l’avevamo immaginata.
Ora il marchio si è interrogato "Qual è il volto di Londra? E quello di Tokyo? New York? Milano? Berlino? Parigi?" Nella nuova campagna United Colors of Benetton, ideata da Fabrica, ha scelto di ricreare il volto delle modelle con un’elaborazione in parte analogica, in parte digitale di tutte le facce che si possono trovare nelle sei capitali mondiali della moda.
Prima ha condotto una ricerca per capire quale fosse il mix etnico di ogni capitale. Per esempio, gli asiatici sono il gruppo etnico più numeroso a Londra dopo i bianchi. A Milano, i Filippini e gli Egiziani sono le comunità straniere più numerose. Metà della popolazione di New York è nera o latina. Solo il 5% degli stranieri a Parigi viene dall’Africa. . Forte dei risultati, ha quindi fotografato un gruppo di donne i cui volti potessero rappresentare l’eterogeneità di razze e culture presente in ciascuna capitale. Tutti i ritratti sono stati combinati grazie a un algoritmo complesso, capace di garantire che ogni gruppo etnico fosse proporzionalmente rappresentato attraverso il colore della pelle, la forma degli occhi e del naso, il tipo e il colore dei capelli e la forma del volto. Ecco il risultato: non vere modelle ma le "facce" delle metropoli. . Il volto risultante per ogni città è stato dunque inserito nell’immagine finale, per dar vita all’abitante ideale di ogni capitale. Tutte insieme, le sei facce sono come ritratti provenienti da un mondo il cui il melting pot, acclamato in trent’anni di comunicazione Benetton, è finalmente diventato la norma. Certo, un software è intervenuto per rivelarlo, ma non c’è spazio per il dubbio: quel mondo finalmente è arrivato e la diversità è ancora più bella di come l’avevamo immaginata.






