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Home page>Foto e video>Foto>Raffaello, un'eco che du...

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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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"Raffaello e l’eco del mito", all'Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio, anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere, provenienti dall'Italia e dal mondo. Dall'ambiente e dai pittori degli anni della formazione, alle opere del giovane magister, fino al racconto straordinario del mito cresciuto nei secoli attraverso l'Ottocento, il Novecento e fino ai nostri giorni. Varie le sezioni: le opere dei “maestri” come Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli; un significativo corpus di opere di Raffaello, 13 in tutto a partire dal San Sebastiano parte della Collezione Carrara, ne celebra l’attività dal 1500 al 1505; infine, il racconto del mito raffaellesco, già attivo in vita e mai sopito, si sviluppa in due sezioni, la prima ottocentesca e la seconda dedicata ad artisti contemporanei come Christo, Giulio Paolini fino a Francesco Vezzoli.
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Raffaello, un'eco che dura 500 anni

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