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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno» Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio. È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»
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Rigopiano, lotta contro il tempo dei soccorritori. Sull'hotel una slavina da 120mila tonnellate

Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont.

«È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio.

È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»

Come 4.000 tir a pieno carico. Questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont.

«È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo». Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all'amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: "C'è ancora speranza". Ma la verità è che dopo il miracolo sull'albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio.

È cambiato anche il tipo di intervento dei soccorritori nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi», ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, «stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno»

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