Di quanti autori di comics sapreste riconoscere il volto? E soprattutto quanti sono noti fuori dalla cerchia degli appassionati di fumetto? Probabilmente Stan Lee è l'unico che può vantare un primato quasi "universale", e ottenuto non senza pagare un prezzo.
Personaggio straripante non privo di ombre, smemorato cronico o bugiardo patologico che difficilmente divideva il merito delle invenzioni partorite dalla Casa delle idee con i disegnatori (giganti del fumetto del calibro di Jack Kirby e Steve Ditko), complice un processo creativo (il "metodo Marvel") che lasciava, a partire da un suo spunto generico, ampio spazio (e tanto, tanto lavoro in mano) a questi ultimi, rendendo molto opachi i confini tra l'idea originale e la realizzazione finale di personaggi e storie, rimane un editor vulcanico, un eccezionale comunicatore (di se stesso, oltre che della sua opera), deus ex-machina della Marvel Comics, e senza di lui è certo che non sarebbe nata quella parata di maschere fondamentali nell'immaginario che già da anni hanno superato (in volo, in balzo o con l'aiuto di un lanciaragnatele) la gabbia della tavola a fumetti.
Nato il 28 dicembre 1922 a New York, da famiglia ebrea, approdato all'editoria a fumetti quasi per caso nel 1939 all'allora Timely Comics (e spesso, durante tutto l'arco della propria carriera durata, solo considerando il suo diretto coinvolgimento nei comics, fino agli anni '90, sentendosi quasi "preso in prestito"), nel 1961 fu al centro, con una serie di geniali intuizioni, di quella trasformazione del genere dei supereroi oggi chiamata "Silver Age" in cui nelle storie e nelle caratteristiche dei personaggi mascherati entrarono i problemi della quotidianità, creando il "supereroe con superproblemi". Ecco così arrivare i Fantastici 4, una famiglia disfunzionale di esploratori spaziali trasformati dall'esposizione ai raggi cosmici, l'Uomo Ragno, supereroe adolescente che portava al centro dei riflettori le ansie e il peso della responsabilità personale nelle scelte di un uomo, la figura così pop e così complessa di Hulk, verde colosso ricco di echi letterari da dr Jekyll a Frankenstein, e gli X-men. Solo per citare alcuni degli oltre 100 personaggi nella cui origine fu coinvolto.
Se ne è andato, lui stesso uomo difficile da decifare sotto una maschera e padre di un Olimpo di supereroi, a 95 anni, lasciando per fortuna dietro di sè un mondo con più colori e più eroi.
(Stan Lee in una serie di immagini che lo ritraggono con gli attori interpreti dei suoi eroi nei "cinecomics". Solo l'ultima, effervescente fase di un fenomeno decennale, Foto Reuters)











