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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
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Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!" Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro. Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale. Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco. Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a Penelope Cruz. Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.
Tanti auguri Giorgio
Compie ottant'anni e davvero, non è un modo di dire, non li dimostra. Sempre abbronzato, elegante, super allenato e sportivo, bello e il profilo perfetto, Giorgio Armani è l'icona del made in Italy. 
Non parla mai di politica, ma alle ultime sfilate si è lasciato scappare un simpatico commento su Renzi. Ma solo riferito alla moda: "E' adorabile, ma con quella camicia bianca... Non va bene fare del giovanilismo in mezzo ai signori in scuro. Vuole provocare? Metta la cravatta!"
Lui la cravatta la porta, eccome, ma solo nelle occasioni più mondane. Nera sull'abito scuro. Alle sfilate, invece, porta una classica t-shirt, maniche corte o lunghe, rigorosamente nera o blu scuro.
Si lascia scappare anche che a Milano manca uno come Renzi, che ha portato Firenze (e il Pitti Immagine, per quanto concerne il settore della moda) ai più alti livelli internazionali. Lui crede nell'Expo, e insieme al Comune di Milano ha appoggiato con una sponsorizzazione la grande mostra sul Bramante che ci sarà alla Pinacoteca di Brera dall'11 settembre prossimo e fino al 1° marzo 2015. A poche settimane dalla grande esposizione universale.
Mecenate per quanto concerne le sue grandi passioni, ha aiutato artisti, ballerini, cantanti (ha seguito le tournée della Pausini, Mengoni e di recente i Negramaro) e sportivi. In fondo un po' sua anche la vittoria dell'Olimpia Milano nel campionato di basket appena concluso. Ma disegna anche i vestiti per i calciatori del Bayern di Monaco.
Le star impazziscono per lui e sui red carpet di tutto il mondo si vedono i suoi abiti da sera. Eleganti smoking che rendono più chic Di Caprio o Tom Cruise, lunghi vestiti da sirene per le bellissime di tutto il pianeta, da Nicole Kidman a  Penelope Cruz.
Dal 2000 Armani veste anche le case, quelle dei veri ricchi. E firma persino hotel e residence di lusso, per chi, quando è fuori casa, vuole ritrovare quel certo gusto sempre riconoscibile: un tocco di greige (colore indefinito tra il grigio e il beige che caratterizza da sempre le sua collezioni) e una sfida costante tra la modernità e l'etnico, tra il coloniale e il minimale, tra il passato e il presente. Sempre visto attraverso i suoi occhi. Azzurri e sempre bellissimi ancora oggi, nel suo ottantesimo compleanno.

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