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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città
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Venezia, le immagini della devastazione
La città sommersa con un picco di 187 centimetri di acqua alta, il più alto registrato dalla famosa alluvione del 1966. Il comune di Venezia ha ordinato la chiusura di tutti gli istituti scolastici, l’intero sistema di navigazione pubblico è stato interrotto ed è stato chiesto lo stato d’emergenza. Allagata la Basilica di San Marco con l’acqua che ha invaso la cripta. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Venezia da due giorni, ha detto che prenderà in carico la richiesta, oltre a stanziare i primi fondi per gli interventi. Convocato per il 26 novembre il cosiddetto “Comitatone” per la salvaguardia di Venezia per accelerare la soluzione strutturale dei problemi. Finché l’acqua non si ritirerà completamente, i danni non possono essere calcolati con esattezza, ma le stime sono già iniziate. In tutta la città l’acqua ha superato le barriere di protezione installate alle entrate di negozi e abitazioni; dove le barriere hanno funzionato perché più alte, l’acqua è entrata ugualmente ai piani terra di molti edifici attraverso tubature e sanitari. Ci sono stati guasti alle linee telefoniche, agli impianti elettrici e alle imbarcazioni, che il vento e la marea hanno sospinto fuori dai canali e trasportato sopra le fondamenta in vari punti della città

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