Violenze a oltranza, il Venezuela verso la guerra civile
Ormai da settimane le strade di Caracas e di altre città venezuelane sono teatro di scontri violenti. Le proteste dell'opposizione contro il presidente Nicolas Maduro non si placano: dall'inizio dell'ondata di manifestazioni, lo scorso 4 aprile, quasi trenta persone sono rimaste uccise nei disordini scoppiati tra oppositori e forze dell'ordine, circa 500 sono state ferite e almeno mille manifestanti sono stati arrestati. Ormai anche i quartieri più poveri, storicamente sostenitori della "rivoluzione socialista bolivariana" attuata dall'ex presidente Hugo Chávez e malamente ereditata da Maduro, si oppongono al Governo. Il Venezuela ha annunciato il suo ritiro dall'Organizzazione degli Stati americani (Osa), dopo che il Consiglio permanente dell'organismo ha convocato una riunione dei ministri degli Esteri dei vari Paesi del continente per analizzare la situazione venezuelana, senza il consenso di Caracas. «Il ritiro del Venezuela», ha dichiarato la ministra delle Relazioni estere Delcy Rodríguez, «ha a che vedere con la dignità del nostro popolo e la dottrina bolivariana, che promuove il no all'interventismo e l'uguale sovranità degli Stati». La Osa comprende i 35 Stati delle Americhe. Si tratta della prima volta che un Paese membro chiede volontariamente di uscire dall'organismo.

























