Yara, inizia il processo al muratore di Mapello
Gli avvocati della difesa hanno presentato un elenco di 711 testi, tra i quali molto genetisti, per cercare di smontare la tesi dell'accusa secondo la quale le tracce di Dna trovate sugli indumenti di Yara inchioderebbero senza via di scampo Massimo Bossetti, unico imputato in questo processo. Più ridotta invece la lista dei testi, 120 persone, depositata dal Pubblico Ministero Letizia Ruggeri che ha condotto le indagini per oltre quattro anni e rappresenterà l'accusa nel dibattimento. Nel suo elenco spicca però una teste che potrebbe rivelarsi decisiva: e cioè la mamma di Massimo Bossetti, Ester Arzuffi, madre di quell'Ignoto 1 a cui gli investigatori risalirono con uno screening tra migliaia di Dna raccolti nelle valli bergamasche e che risultò essere lo stesso del muratore secondo quattro diversi laboratori d'analisi.
Piccolo imprenditore edile di Mapello, paese a due passi da Brembate Sopra, l'uomo ha 43 anni, tre figli e l'analisi del Dna dice con certezza che è il figlio di Giuseppe Guerinoni, l'autista di autobus di Gorno scomparso nel '99, che avrebbe avuto una relazione con la mamma di Massimo Bossetti, anche se quest'ultima ha sempre smentito. L'imputato è originario di Clusone, in Val Seriana, là dove per mesi si è cercata la madre. Massimo Bossetti ha voluto essere presente oggi per la prima udienza del processo che lo vede imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio. E ha dichiarato di voler essere in aula per tutte le successive udienze. Il muratore, in carcere dal 16 giugno dell'anno scorso, è stato fatto entrare da un ingresso secondario del Tribunale di Bergamo a bordo di un furgone della Polizia penitenziaria ed è entrato direttamente in aula, prendendo posto nella gabbia degli imputati.




















