

Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


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«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


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Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
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«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


Il rintocco della "Sperduta", la storica campana tornata a suonare dopo la rottura avvenuta nel 1884 e la custodia, nei Musei Vaticani, voluta da Papa Leone XIII, ha annunciato l'apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, dalle sommità dell'Esquilino, sovrasta tutta Roma. A presiedere il rito d’inizio Giubileo, nel pomeriggio del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore. «Tutti, senza distinzione, siamo chiamati a questa identica speranza. Tutti possiamo camminare in questa strada di speranza gioiosa. Tutti! E Maria è accanto a tutti, nessuno escluso», ha detto il porporato nell’omelia della Messa,
«Chi di noi non ha bisogno di questo, chi di noi non è talvolta turbato o inquieto? Quante volte il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre di Dio». Quella di Santa Maria Maggiore è la quarta Porta Santa aperta per l’inizio dell’Anno Santo dopo quella di San Pietro la notte di Natale, del carcere di Rebibbia il 26 dicembre, entrambe aperte da papa Francesco, e quella di San Giovanni in Laterano aperta domenica scorsa dal cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldo Reina.


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Giubileo, aperta la Porta Santa di Santa Maria Maggiore
