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Home page>Foto e video>Foto>L'arrivo di Cesare Batti...

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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
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È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.
L'arrivo di Cesare Battisti a Roma, subito in carcere a Oristano
È arrivato a Ciampino alle 11.37 di lunedì l’aereo che ha riportato in Italia Cesare Battisti. Circondato dagli agenti dei reparti speciali, l’ex terrorista ha rivolto una sorta di sorriso a telecamere e fotografi che hanno immortalato il momento dell’arrivo. Ad attenderlo all’aeroporto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto «Marcirà in galera», e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, l’ex terrorista sarà portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere sardo dove tutto è pronto per accoglierlo. Battista resterà in cella da solo e sono previsti 6 mesi di isolamento diurno: sarò collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero senza la possibilità di ottenere sconti di pena, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno. Una vita in fuga quella di Cesare Battisti, tanto da intitolarci nel 2006 uno dei suoi libri. L'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo (PAC) è uno dei superlatitanti degli anni di piombo. Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre del 1954 deve scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Nei primi anni '70 inizia la carriera criminale: il primo arresto è del '72 per una rapina a Frascati e due anni dopo un altro per una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Nel '76 si trasferisce a Milano. Viene arrestato di nuovo, ancora una volta per rapina, e detenuto nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, da quell'incontro la decisione di partecipare alle azioni del gruppo eversivo, che gli costeranno un'altra volta la libertà. Detenuto nel carcere di Frosinone, nel 1981 evade grazie ad un assalto dei terroristi. Qui comincia la sua latitanza: dopo un primo periodo a Parigi, si rifugia in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figli, fondando il giornale culturale “Via Libre”. Nel 1990 torna a Parigi.

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