Epicoco, Gesù veramente

Lc 4,31-37 - Martedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario

La parola di Gesù non è una parola come tutte le altre. Il Vangelo di oggi sottolinea che Egli parlava «con autorità». Ma che cosa significa davvero questa espressione? Significa che la sua parola non si limita a spiegare qualcosa, ma produce conseguenze concrete nella vita di chi l'ascolta. La parola di Cristo cambia la realtà.

La reazione dell'uomo posseduto da uno spirito impuro ne è la dimostrazione. Davanti a Gesù il male comincia a gridare. È come se non riuscisse a sopportare quella parola, perché sa che quando Cristo parla seriamente nella vita di qualcuno, tutto ciò che lo tiene prigioniero comincia a perdere potere. È questa forse una delle ragioni più profonde per cui dovremmo leggere ogni giorno il Vangelo.

Qualcuno potrebbe domandare: perché tornare continuamente su quelle pagine? Perché leggere e rileggere parole che magari conosciamo già? Perché il Vangelo non serve soltanto a conoscere meglio Gesù. Serve a lasciare che Gesù parli dentro la nostra vita. Ci sono infatti prigioni che nessun ragionamento riesce ad aprire. Pensieri negativi che ritornano continuamente, paure che condizionano le nostre scelte, sensi di colpa che ci tengono inchiodati al passato, rancori che non riusciamo ad abbandonare, logiche sbagliate che lentamente diventano il nostro modo abituale di pensare.

Molte volte tentiamo di discutere con tutto questo. Gesù, invece, nel Vangelo pronuncia una parola molto più radicale: «Taci! Esci da lui!». Leggere il Vangelo ogni giorno significa allora permettere a questa voce di diventare più forte delle voci che ci imprigionano. Forse la vera domanda non è semplicemente quanto Vangelo conosciamo, ma quanta autorità permettiamo alla parola di Cristo di avere nella nostra vita. Perché quando quella Parola viene davvero accolta, qualcosa dentro di noi comincia a diventare libero.

Martedì 1° settembre 2026 – (Martedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)