Da Assisi, nell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco, parte un appello ai cristiani e non per la conversione e la pace nucleare. Con il richiamo di Papa Leone XIV: “Pace Disarmata e Disarmante”
I vescovi italiani pregano insieme per la fine delle guerre. «Dobbiamo essere insistenti nel chiedere la pace», dice il presidente della Cei e «guardare il mondo con gli occhi dei bambini per capire il loro dolore»
Tutto pronto in città (meteo incluso, dopo le piogge torrenziale dei giorni scorsi) per accogliere Francesco. Attese 50mila persone. In piazza San Zeno l’incontro con bambini e ragazzi accompagnati dai catechisti. All’Arena il dialogo con i Movimenti popolari sui temi del disarmo, migrazioni, diritti e democrazia. Il vescovo Pompili: «Questa terra è stata un crocevia storico di popoli, di dialogo dove può fiorire il confronto e, soprattutto in questi tempi difficili, la pace»
«Questa parola», afferma monsignor Domenico Pompili, «non significa un semplice "cessate il fuoco" ma va declinata in ogni aspetto della vita: famiglia, lavoro, politica, scuola. Francesco è l’unico leader capace di pronunciarla in modo credibile»
Previsto un collegamento con la Terra Santa (Israele e Cisgiordania) per far incontrare idealmente israeliani e palestinesi. Sul palco numerosi attivisti italiani come padre Zanotelli, don Ciotti e Andrea Riccardi, e internazionali. Il Pontefice dialogherà per circa un’ora su migrazioni, ecologia integrale, disarmo, lavoro. In piazza San Zeno l’incontro con i bambini poi la visita e il pranzo con i detenuti del carcere di Montorio. A chiudere la giornata la Messa di Pentecoste celebrata allo Stadio Bentegodi dove sono attesi 30mila fedeli