Tra referti spiegati dalle chat e dati clinici caricati online, il presidente dell’Ordine dei medici frena l’entusiasmo sull’intelligenza artificiale in sanità: la diagnosi resta un atto umano, la responsabilità non è delegabile e la privacy dei cittadini non può finire nelle mani di piattaforme private: «Giusto informarsi ma l’esercizio della professione richiede requisiti che una macchina non ha»