Nella catechesi su Gaudium et spes, Prevost richiama l’eredità della Costituzione pastorale del Vaticano II: ascolto della storia, attenzione ai poveri e testimonianza concreta del Vangelo nelle trasformazioni del presente
Il vescovo emerito di Ivrea ed ex presidente di Pax Christi Italia è mancato dopo le 4 di domenica 16 luglio. Avrebbe compiuto 100 anni il 26 novembre prossimo. Dal 29 settembre 1963 partecipò alla seconda sessione del Vaticano II come vescovo ausiliare di Bologna, al fianco del cardinale Giacomo Lercaro. Il suo impegno per la riforma della Chiesa e per il dialogo con il mondo (famoso il suo carteggio, tra il 1976 e il 1977, con Enrico Berlinguer) alla luce della Lumen Gentium e della Gaudium et spes. Il suo impegno per la pace. Qualche mese fa rilasciò lunghe interviste a Famiglia Cristiana e a Maria con te. Una sorta di bilancio. La figura e l'eredità.
«La Chiesa per l'umanità, la gerarchia per i fedeli: ovvero la Gaudium et spes e la Lumen gentium. Non ci siamo ancora. Occorre dare pienezza al Vaticano II».