14 agostoFrancescano polacco, nel 1941 viene deportato nel campo di concentramento nazista dove è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Qui, il 14 agosto, offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando “Ave Maria”. Con il suo martirio, ha detto Giovanni Paolo II, egli ha riportato «la vittoria mediante l’amore e la fede, in un luogo costruito per la negazione della fede in Dio e nell’uomo»