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martedì 30 novembre 2021
 
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Casa comune, dove tutto è armonico e organico

30/09/2021  A un anno dalla pubblicazione dell’enciclica "Fratelli tutti" e a sei dall’uscita della "Laudato si’" Famiglia Cristiana propone ai lettori una collana di libri dal titolo "Il mondo che vogliamo". Da giovedì 30 settembre allegato al numero in edicola “Custodi del creato” della vaticanista Franca Giansoldati. Pubblichiamo un estratto tratto dal volume

L'autrice e vaticanista Franca Giansoldati
L'autrice e vaticanista Franca Giansoldati

Scioglimento dei ghiacci, innalzamento delle acque, mutazioni ambientali, desertificazioni, distruzione della biodiversità, isole negli oceani grandi quanto la Francia formate da rifiuti e plastica, l'aria satura di veleni. Come è possibile per un credente restare silente davanti a quella che appare ormai a tutti come una apocalisse annunciata? La genesi della enciclica sociale Laudato Si – promulgata da Francesco nel 2015 - ha radici profonde e antiche e trova ampi spunti già nei discorsi degli ultimi Papi a partire da Paolo VI, poi Giovanni Paolo e, infine, Benedetto XVI al quale si deve una prima visione d'insieme dei rischi che minacciano la regione amazzonica. Alcuni suoi discorsi fatti durante un viaggio in Brasile nel 2007 sono illuminanti. Giovanni Paolo II verso la fine degli anni Novanta desiderava tanto intervenire e racchiudere in un documento magisteriale i crescenti timori della Chiesa sul futuro del pianeta di fronte al depauperamento progressivo delle risorse e alla crescita incontrollata delle emissioni di anidride carbonica nella atmosfera. La domanda era sempre la stessa: i rischi connessi ai mutamenti climatici si possono attribuire alla mano dell'uomo e all'utilizzo dei combustibili fossili? Fino a una decina di anni fa il tema delicatissimo era ancora oggetto di una forte divisione tra gli scienziati. Per prudenza la Chiesa ha atteso fino a quando climatologi, accademici, biologi, economisti, fisici dei maggiori centri di ricerca al mondo hanno lentamente elaborato ricerche inoppugnabili. La Laudato Sì prende corpo da questo terreno di pensiero inserendosi nella scia delle grandi encicliche sociali. Papa Francesco durante un recente incontro con un gruppo di ambientalisti ha spiegato che lui per primo, fino al 2007, era quasi digiuno dell'argomento. Fu alla conferenza degli episcopati latinoamericani ad Aparecida che la comprensione del problema ecologico e il conseguente sentiero di conversione gli fu chiaro. Successivamente ha iniziato a strutturare meglio la questione teologica fino ad arrivare alla Laudato Sì elaborata con l'aiuto di teologi e supportata da dati scientifici.

La copertina del libro allegato da giovedì 30 settembre a Famiglia Cristiana  a 6,90 euro
La copertina del libro allegato da giovedì 30 settembre a Famiglia Cristiana a 6,90 euro

Il perno centrale ruota attorno al concetto di Casa Comune. Come proteggere il Creato, dove tutto è armonico e organico. Di conseguenza non è più pensabile concepire un rapporto con la natura scisso dalla dimensione umana. Francesco ha allargato il dato delle ricadute sociali dovute agli sconvolgimenti climatici, ha fatto emergere come siano sempre i più poveri a pagare per le conseguenze della natura violentata. È stato introdotto il concetto di migranti ambientali, di cittadinanza ecologica, di conversione ecologica a cui si richiama il Vangelo nella sua essenza. La lotta per la salvezza del pianeta non richiede solo azioni politiche collettive ma una rivoluzione del cuore che porta, a sua volta, alla consapevolezza che dall'uno dipende la salvezza dell'altro, che non vi è più posto per un approccio ambiguo, distorto, noncurante. Parlando di sviluppo integrale intende il bisogno di recuperare l'armonia spirituale che lega l'uomo alla creazione, senza tralasciare nessun essere vivente. Se la conversione a Cristo è reale è ovviamente difficile restare insensibili allo scempio degli ecosistemi e, nello stesso tempo, è possibile non guardare più allo stesso modo le risorse dalle quali dipende il nostro futuro. Non tanto dell'Occidente o di una sola parte del pianeta. Papa Francesco pone una domanda importante: cosa ne sarà delle generazioni che verranno, che pianeta lasceremo e che responsabilità graveranno su tutti noi? Nella enciclica si trova anche un sentiero fattivo sul quale camminare basato su un dato di fatto importante, che non esistono due crisi differenti, una ambientale e l'altra di tipo sociale, poiché queste due dimensioni sono correlate. È stata anche definita – l'enciclica – il documento base per il nuovo umanesimo dal valore profetico e dall'attualità stringente. C'è una frase bellissima nella Laudato Sì che si dovrebbe imparare a memoria: “Camminiamo cantando, che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza”. La speranza virtù teologale fondamentale, assieme a quella della fede e della carità. 

IL MONDO CHE VOGLIAMO

Una nuova collana per interrogarsi sul ruolo dei cristiani nel mondo di oggi e per scoprire come si possa coltivare «una forma di vita dal sapore di Vangelo», come scrive il Pontefice. Gli otto volumi, tutti inediti, affrontano temi portanti del magistero di Papa Francesco: il lavoro solidale, l’economia sostenibile, l’ecologia integrale, i cattolici e la politica, giovani, le nuove tecnologie al servizio dell’uomo.

 
 
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