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sabato 04 dicembre 2021
 
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«Lo Zecchino è meglio dei talent», parola di Alberto Pellai

04/12/2019  Sarà possibile seguire la gara canora per i più piccoli in quattro eventi televisivi dal 4 al 7 dicembre. Grande attenzione da parte degli organizzatori nel tutelare i piccoli cantanti evitando di trasformarli in avversari che combattono per la vittoria

Antonella Clerici, Carlo Conti, Padre Giampaolo Cavalli e Sabrina Simoni, insieme ai bambini del coro dell'Antoniano,  in occasione della presentazione del '62° Zecchino d'Oro alla sede Rai di Roma
Antonella Clerici, Carlo Conti, Padre Giampaolo Cavalli e Sabrina Simoni, insieme ai bambini del coro dell'Antoniano, in occasione della presentazione del '62° Zecchino d'Oro alla sede Rai di Roma

Anche quest’anno è arrivato. Lo spettacolo di musica per bambini più bello e tradizionale della televisione italiana è ancora qui. Riparte lo Zecchino d’oro e ha molte notivtà rispetto a quanto successo negli ultimi anni. La manifestazione, infatti, non verrà più distribuita nei quattro sabati di novembre inizio dicembre, come negli anni scorsi, bensì è stata concentrata in un’unica settimana, per quattro eventi televisivi – dal mercoledì al sabato – che terranno incollati all schermo spettatori di ogni età dal 4 al 7 dicembre, su Rai 1.

La “maestra di cerimonie” quest’anno sarà un’inedita Antonella Clerici, che in realtà non si è mai cimentata con la manifestazione canora per i più piccoli, ma che, essendo lei stessa mamma, da tempo meditava di potersi cimentare quale conduttrice e intrattenitrice dei 16 solisti che interpreteranno le 12 canzoni in gara.

Bambini e superospiti si alterneranno al voto per decretare la canzone più bella. Facendo attenzione al fatto che allo Zecchino, i bambini non sono concorrenti ma solo interpreti. Sono le canzoni ad essere in gara e il premio, che poi è puramente simbolico, viene riservato agli autori del brano prescelto.

Già in questa logica, si può dedurre la grande attenzione che la manifestazione ha nel tutelare i piccoli cantanti evitando di trasformarli in competitors che combattono per la vittoria. E le riprese televisive hanno più volte dimostrato che i bambini, in effetti, diventano ingrediente narrativo dello show. Con le loro risposte alle domande dei conduttori, con le loro gag, con le loro interazioni giocose sono un vero e proprio spettacolo nello spettacolo, capaci di evocare tenerezza e simpatia. Senza un copione, senza un format da talent show, senza l’ansia da prestazione.

A proposito della canzoni in gara, il percorso che devono fare arrivare a concorrere tra le 12 finaliste è tutt’altro che semplice. Ogni anno ci sono centinaia di brani che vengono candidati dai loro autori e un processo basato su selezioni successive curato sia da personale interno dell’Antoniano che da giurie esterne composte da esponenti del mondo del giornalismo, della musica e dello spettacolo (quest’anno c’erano anche lo scrittore e cantautore Gio Evan e la youtuber e influencer Lasabrigamer) porta in circa tre mesi a definire la magica dozzina, ovvero la playlist che entra in competizione e che viene distribuita su un CD, che per molte famiglie rappresenta un appuntamento irrinunciabile in questo periodo dell’anno

 
 
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