Ospite questa sera al Festival di Sanremo, Achille Lauro porterà sul palco Perdutamente in un momento dedicato alle vittime della tragedia di Crans-Montana, dopo che il brano è diventato simbolo del dolore delle famiglie colpite.

Ad annunciarlo è stato il direttore artistico e conduttore Carlo Conti, spiegando che la scelta del brano è maturata dopo quanto accaduto in Svizzera. In un primo momento, infatti, l’esibizione prevista con Achille Lauro avrebbe dovuto prendere un’altra strada: si era pensato a titoli come 16 marzo, anche alla luce dell’omaggio di Laura Pausini nel suo nuovo album Io canto 2, oppure a Incoscienti giovani.

Il gesto di mamma Erica

A trasformare Perdutamente in un simbolo collettivo di dolore è stata infatti Erica, madre di Achille Barosi, un ragazzo di 16 anni morto nell’incendio. Durante le esequie celebrate nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, la donna ha cantato il brano sulla bara del figlio, coinvolgendo parenti, amici e compagni di scuola in un coro spontaneo che ha commosso il Paese. Quella, ha ricordato, era «la nostra canzone, che cantavamo a squarciagola mentre andavamo e tornavamo da casa dei tuoi adorati nonni».

Da quel momento sui social è nato un appello affinché il cantante portasse la canzone sul palco dell’Ariston come ricordo delle vittime e segno di vicinanza alle famiglie colpite.

La tragedia di Crans-Montana

L’omaggio arriva a quasi due mesi dall’incendio scoppiato la notte di Capodanno 2026 nel locale Le Constellation di Crans-Montana, località sciistica svizzera. Le fiamme, divampate nel seminterrato durante i festeggiamenti, hanno provocato oltre quaranta morti e numerosi feriti, molti dei quali giovanissimi. La rapidità della propagazione del fuoco e possibili criticità nelle misure di sicurezza, in particolare sulla gestione delle uscite di emergenza, sono ora al centro di un’inchiesta penale avviata dalle autorità svizzere.

Un ricordo affidato alla musica

Subito dopo la tragedia, lo stesso Achille Lauro aveva espresso sui social la propria vicinanza alle famiglie: «È una sofferenza che tocca tutti e che sentiamo anche nostra, qualcosa che va oltre le parole e troppo grande persino da immaginare. Vi sono vicino con tutto l’amore possibile».

Non uno spettacolo, ma un momento di raccoglimento condiviso. È questo il senso dell’esibizione prevista all’Ariston: affidare alla musica il compito più delicato, custodire la memoria dei ragazzi che non ci sono più.