A Cremona è tornato il sole, ma i danni del violento nubifragio del 28 agosto sono ovunque. Nel centro della città il Duomo, con la guglia mozzata, resta il simbolo più evidente della devastazione: è infatti crollata la sommità di una delle torrette della controfacciata. La tromba d’aria con grandine ha poi visibilmente danneggiato il rosone della facciata principale della cattedrale – già compromesso (e subito dopo ripristinato) nel nubifragio di luglio – e una sorte analoga è capitata alle vetrate del rosone della chiesa di San Luca, dei Barnabiti, completamente distrutte.

L’elenco, purtroppo, è ancora lungo: si contano danni al convento dei Frati Cappuccini di via Brescia, dove il vento ha divelto la copertura dell’edificio accanto alla chiesa, ma anche al Centro pastorale diocesano, al Palazzo vescovile e in diverse altre strutture diocesane.
 

Il vescovo Napolioni

«Vista l’entità del fenomeno ringraziamo il Signore che non ci sono state vittime – dice il vescovo monsignor Antonio Napolioni  Quella della cattedrale è la ferita della città che si identifica con i suoi simboli, il Duomo, il Torrazzo e il palazzo comunale. Ora ci si stringe e la comunità cristiana si dà da fare, abbiamo preso coscienza della nostra vulnerabilità».

Il vescovo, che al momento del nubifragio si trovava con un gruppo di pellegrini in Baviera, fin da subito ha fatto sentire la propria vicinanza alla cittadinanza: «Non potevamo che offrire la nostra preghiera a sostegno delle persone e famiglie più coinvolte, con particolare attenzione a chi è stato ferito e a chi per ora non può rientrare a casa o al lavoro in sicurezza. Certi che non mancheranno l’impegno di tutti e la solidarietà verso i più deboli».

Colpisce, in particolare, vedere appunto la cattedrale ferita. «Ho sempre ammirato le torrette – prosegue Napolioni – vederle così fa rendere conto di quanto siano delicate e ci responsabilizza verso un patrimonio storico e spirituale: stiamo discutendo sugli interventi da programmare per tutelarle».

I danni alla torre civica di piazza Duomo a causa del maltempo, Cremona, 29 agosto 2026. Decine, tra case e palazzi, scoperchiati e almeno otto famiglie rimaste senza un tetto sono state evacuate dalle loro abitazioni nel Cremonese. ANSA/ LEONARDO CALVI
I danni alla torre civica di piazza Duomo a causa del maltempo, Cremona, 29 agosto 2026. Decine, tra case e palazzi, scoperchiati e almeno otto famiglie rimaste senza un tetto sono state evacuate dalle loro abitazioni nel Cremonese. ANSA/ LEONARDO CALVI
Uno dei vetri divelti dal nubifragio (ANSA)

Alla vigilia dell’avvio del Tempo del Creato – il 1° settembre, con la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato – i nubifragi che hanno colpito Cremona e il nord Italia non possono che far riflettere. «Sono un richiamo alla responsabilità per la cura del creato», nota ancora Napolioni. A Cremona sono decine, tra case e palazzi, gli edifici scoperchiati, migliaia gli alberi caduti e almeno diecimila le auto danneggiate dalla grandine. «Si conta sulla solidarietà di tutti, senza comunque dimenticare quel che accade nel resto del mondo», chiosa il vescovo. La Cattedrale e il Torrazzo sono comunque rimasti aperti per la preghiera e la visita, con le zone interessate dai danni subito messe in sicurezza.