Epicoco, Gesù veramente

Mc 12,28b-34 - Giovedì della IX Settimana del Tempo Ordinario

«Qual è il comandamento più grande?» È a questa domanda che risponde Gesù nella pagina del Vangelo di oggi. E la sua risposta è tanto semplice quanto rivoluzionaria. Egli unisce in un unico movimento l'amore di Dio e l'amore del prossimo, mostrando che non possono essere separati.

«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza» e «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Gesù non sta semplicemente elencando due comandamenti. Sta dicendo che esiste un'unica grande legge capace di dare unità alla nostra vita: l'amore. Per questo non si può dire di amare Dio ignorando il prossimo. E non si può amare veramente il prossimo senza attingere continuamente all'amore di Dio. Le due cose stanno insieme. Infatti il rischio più grande della vita spirituale è dividere ciò che Gesù ha unito.

Possiamo rifugiarci in una religiosità fatta di pratiche e devozioni, ma senza attenzione concreta agli altri. Oppure possiamo dedicarci agli altri senza mai nutrire il nostro cuore della relazione con Dio. In entrambi i casi manca qualcosa di essenziale. Gesù ci ricorda che la misura autentica della fede è sempre l'amore. Non le parole che diciamo, non le idee che professiamo, ma la capacità concreta di amare. In pratica soltanto dall'equilibrio di questi tre amori nasce una vita buona: l'amore di Dio, l'amore del prossimo e il sano amore di sé.

Chi non ama Dio fatica a trovare il fondamento del proprio amore. Chi non ama il prossimo chiude il cuore. Chi non ama sé stesso finisce per vivere relazioni fragili e distorte. Forse dovremmo fare spesso un semplice esame di coscienza: come sto amando Dio? Come sto amando gli altri? Come sto amando me stesso? Tutta la nostra vita sarà giudicata sulla verità di questi tre amori.

Giovedì 4 giugno 2026 – (Giovedì della IX Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)