Dalla mezzanotte del 5 febbraio non è più in vigore l’accordo fra Russia e Stati Uniti che poneva limiti agli armamenti più letali. I timori del Papa e della comunità internazionale
Per la finale di Champions League contro il Real Madrid, la squadra tedesca scende in campo con lo sponsor sulla maglia di RWM Rheinmetall, una multinazionale che produce armi con fabbriche anche in Italia e le cui azioni in Borsa sono aumentate del 400% dall’inizio della guerra in Ucraina. Una logica che riguarda anche noi quando accettiamo, magari per beneficenza, soldi che arrivano dal business delle armi che alimenta i conflitti
Partiti dal fornire all'Ucraina solo strumenti di difesa, l'Italia e altri paesi della NATO, sono giunti ad inviare armamenti pesanti come le bombe a grappolo. Quale sarà il prossimo passo? Leggi la risposta del direttore don Stefano Stimamiglio.
Il Messaggio del Papa rivolto al 4° Forum di Parigi sulla Pace, programmato dall'11 al 13 novembre: la corsa alle spese militari giustificata dall’”equilibrio degli armamenti” non solo non ha portato pace, ma ha causato lutti e distruzioni. La riflessione di don Renato Sacco, della sezione italiana di Pax Christi
Dietro al conflitto infinito in Afghanistan, spiega Francesco Vignarca, della Rete Italiana Pace e Disarmo, il boom in borsa e i profitti saliti alle stelle per le aziende militari.
Le spese militari mondiali aumentano ancora: secondo i dati SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute ) ‒ diffusi in questi giorni dalla Rete Disarmo ‒ per il 2016 infatti si sono attestate a quota 1.686 miliardi di dollari, con incremento dello 0,4% annuo in termini reali. E in Italia? Aumentano, eccome...