L’uccisione del potente criminale provoca la reazione violenta della sua organizzazione, ma potrebbe essere un punto di svolta nella lotta contro i cartelli del narcotraffico
La decisione di Daniel Noboa dopo l'invasione di una televisione di Guayaquil da parte di un gruppo armato. Il Paese andino, in preda alla violenza dei gruppi criminali legati al narcotraffico, è diventato il più insicuro dell'America latina
Nei primi due appuntamenti della visita nel Paese centroamericano Francesco tocca il cuore dei grandi problemi che ne affliggono la società e la politica. Contraddizioni che dalla Chiesa «esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata rete umana, senza la quale tutti saremmo fin dall’inizio distrutti da tale insidiosa minaccia».
Occorre «condannare la corruzione e i legami tra potere e narcotraffico, promuovendo i valori che danno senso alla vita», dice il Segretario di Stato, che spiega il significato del prossimo viaggio apostolico di Jorge Mario Bergoglio.
Gisela Mota, 33 anni, si era appena insediata come "prima cittadina" di Temixco, nello Stato di Morelos. Aveva dichiarato di voler ripulire la sua città dalla criminalità e dal traffico di droga.
Fratelli Dimenticati Onlus sostiene un convitto femminile a Batopilas, sulla Sierra Madre messicana, per permettere alle bambine indios di frequentare la scuola
Alla Fondazione Forma per la fotografia di Milano gli scatti del francese Jérôme Sessini, che documentano la piaga sociale del narcotraffico nella regione al confine con gli Usa.
Il 7 ottobre 2001 americani e inglesi iniziarono a bombardare la patria di talebani e Al Qaida. Il bilancio: più ombre che luci; 1.462 civili uccisi solo nei primi sei mesi del 2011.
Ollanta Humala diventa il nuovo presidente del Paese latinoamericano che ha conosciuto uno strepitoso boom economico ma ancora lotta contro la piaga del narcotraffico.
Anche con le provocazioni del pastore Terry Jones, è impossibile credere a una furia popolare. La strage di Mazar-i-Sharif può aver origine dal traffico di droga.