La cattura e poi la morte di Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, capo del Cartello criminale messicano Jalisco Nueva Generación (CJNG), oggi il criminale più ricercato al mondo, hanno fatto precipitare il Messico nel caos. Il boss, sul quale pendeva una taglia di 15 milioni di dollari da parte del governo degli Stati Uniti, è stato eliminato domenica nel corso di una vasta operazione militare nello Stato di Jalisco in coordinamento anche con Washington. Durante l'operazione si è scatenata una sparatoria che ha causato la morte di quattro membri del gruppo criminale sul posto e il ferimento grave di altri tre, deceduti durante il trasporto aereo a Città del Messico. Tra questi ultimi c'era anche 'El Mencho'.

L'uccisione del boss ha scatenato un'ondata di caos. Guadalajara, la terza città più grande del Messico e capitale dello Stato di Jalisco, è stata colpita dalla rappresaglia del cartello, con la violenza che si è diffusa nelle città e nelle località balneari di tutto il Messico, dove uomini armati hanno dato fuoco a negozi e banche e bloccato le autostrade.

Diverse compagnie aree americane, incluse United e Delta, hanno cancellato i voli diretti all'aeroporto di Puerto Vallarta in Messico. L’esplosione di violenza ha provocato almeno 26 morti e oggi le scuole in una decina di stati sono rimaste chiuse.

“L'arresto e poi la morte di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, è sicuramente un punto importante di svolta sotto molti profili per quanto riguarda la la situazione attuale della della sicurezza in Messico e più in generale di quelle che sono le reti del narcotraffico e del traffico di armi tra Messico Stati Uniti, nell'area nord americana e più in generale in un contesto globale”, spiega Massimo De Giuseppe, docente di storia contemporanea alla IULM e autore di “Messico. Biografia di una nazione dall’indipendenza a oggi” (il Mulino).

“A differenza di altri cartelli storici”, aggiunge De Giuseppe, “questo cartello aveva esteso il suo potere in molti stati del Messico con veri e propri franchising. Ora bisogna capire che cosa accadrà con l’uscita di scena del boss storico. Secondo gli analisti messicani, è certamente positiva l’eliminazione di un boss così potente, bisogna però vedere quanto è stato destabilizzato il gruppo di vertice e se sono già pronti nuovi capi che prenderanno in mano le redini del cartello”.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum, in carica dalla fine del 2024, sembra aver scelto una linea dura nei confronti dei cartelli criminali, anche in coordinamento con gli Stati Uniti, ma è ancora presto per parlare di una svolta decisiva nella lotta contro il crimine. “Il Messico”, ricorda De Giuseppe, “è una federazione complessa, un paese enorme, con territori difficili da controllare e con reti di poteri locali dalla storia lunghissima. Ora la strategia di contrasto della Sheinbaum sembra accompagnata da politiche sociali di intervento che in passato sono mancate. Se questo diventa un processo organico accompagnato, per il Messico potrebbe esserci una svolta effettiva. Rispetto a pochi anni fa, quando le vittime della violenza erano più di 36 mila in un anno, nel 2025 c’è stato un calo del 40 per cento dei morti”.

“Sheinbaum”, conclude De Giuseppe, “si sta muovendo in modo pragmatico nella gestione dei suoi rapporti con gli Stati Uniti di Trump. Lo scontro non fa bene né al Messico né agli Stati Uniti e così il Messico può ritagliarsi una certa libertà di movimento sul piano diplomatico, anche per poter gestire i rapporti con altri Paesi della regione, come ad esempio Cuba”.