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martedì 11 dicembre 2018
 
tra fede e storia
 

Betlemme e dintorni, verso il Natale nei luoghi di Gesù

01/12/2018  Su Tv2000 torna "E il Verbo si fece carne"’ in onda dal 1 dicembre al 6 gennaio (sabato appuntamento alle 8; domenica alle 7.30). Le letture dei Vangeli delle domeniche dall’inizio dell’Avvento fino all’Epifania sono commentate dal vescovo di Grosseto, monsignor. Rodolfo Cetoloni. L'analisi storico-biblica è curata da padre Alberto Joan Pari, frate francescano della Custodia di Terra Santa. Il reportage per Famiglia Cristiana della conduttrice del programma, Cristiana Caricato

Monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto (al centro), con la giornalista di TV2000 Cristiana Caricato (seconda da sinistra).
Monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto (al centro), con la giornalista di TV2000 Cristiana Caricato (seconda da sinistra).

Gerusalemme, dicembre

Dal Monte degli Ulivi, il muro orientale che racchiude la spianata delle moschee, brilla all’insperato sole invernale. Gerusalemme si rivela in tutta la sua lacerata bellezza: la cupola d’oro, le pietre bianche, le bandiere issate, segni di una spartizione tra fedi che lungi dall’assicurare pace macina dolore. E’ la visione splendente e dolorosa che offre la prima puntata de E il Verbo si fece carne, itinerario televisivo d’Avvento prodotto e trasmesso da TV2000, che permette di gustare la meditazione della Parola nei luoghi dove storicamente si è compiuta. Immagini di straordinaria potenza accompagnano l’analisi storico-biblica di padre Alberto Joan Pari, francescano dell’Istituto Biblico della Flagellazione e la meditazione di monsignor. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto innamorato della Terra Santa.

Sono loro, ogni sabato alle 8 e domenica alle 7.30, a condurre lo spettatore dentro la scena evangelica così come è stata narrata da Luca.Vi saranno segni nel sole, nella luna, e nelle stelle” recita il Vangelo che sarà proclamato domenica 2 dicembre, la prima di Avvento, “sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.” Parole drammatiche che inaspettatamente aprono il cammino verso il Natale e il suo annuncio gioioso. “È chiaro che ci troviamo nell'ambito di una letteratura apocalittica ben nota al giudaismo – spiega il biblista Pari -  che chiama il giorno del giudizio “yom hanorah”, un giorno tremendo, ma la radice ebraica “yod resh alef” ha anche una connotazione di rispetto reverenziale e soprattutto di meraviglia.”

Lo stesso stupore che suscita la prospettiva della Città Santa dal romitaggio del Getsemani, proprietà francescana adiacente alla Basilica dell’Agonia e all’orto sacro, cornice delle riflessioni offerte da TV2000. Dal luogo che accoglie uomini e donne in cerca di silenzio e isolamento, l’ampio scorcio delle mura di Gerusalemme, con “il monte della casa” e la Porta Aurea, sacra alle tre religioni. E’ la porta da cui Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme, nella domenica precedente la Pasqua giudaica, per l’ebraismo è il varco che permetterà al Messia di iniziare gloriosamente il suo regno, mentre per l’Islam è la porta che si aprirà nel giorno del giudizio. “Secondo le memorie di un pellegrino persiano medievale, musulmano, la parte destra è la porta della Misericordia, la parte sinistra è la porta della Penitenza – racconta Padre Pari - la tradizione vuole che l’ultimo giorno si spalancherà, per giudicare tutti gli uomini.” Oggi è murata, ed è nell’ennesimo simbolo, forse il più definitivo, della storia contesa: i musulmani nei secoli hanno trasformato la parte anteriore in cimitero, in modo che il Messia atteso dagli ebrei, quando arriverà, non potrà non calpestare delle tombe, rendendosi impuro per l’ingresso al Tempio.

Nel giardino del romitaggio, costellato da 14 piccoli eremi, la veduta sulla Porta Aurea ispira ben altro, l’attesa del Signore che tornerà nella Gloria per abbracciare l’intera umanità. Monsignor Cetoloni rassicura “è come una feritoia nella Storia, attraverso la quale si comincia ad intravvedere la veduta del Figlio dell’uomo. I toni ultimi del Vangelo di Luca non devono intimorire né generare paura, ma alimentare la speranza”. Lo sguardo che risale dalla Valle del Cedron su fino alle mura, per fissarsi sulla luce della Cupola della roccia, è confortato dalla conclusione dell’evangelista “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risol­levatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. L’invito alla veglia e alla preghiera apre dunque il tempo di preparazione al Natale, “andiamo verso di Lui – esorta Mons. Cetoloni – sapendo che Egli è già in cerca di noi”. 

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"E il Verbo si fece carne" - Meditazioni dalla Terra Santa
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