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giovedì 18 gennaio 2018
 

Detenuti: «Quel don parla come i delinquenti»

Colloqui col Padre

«Caro padre, il cappellano del Beccaria afferma, nell’intervista che avete pubblicato, che a lui non importa quale reato abbiano commesso i ragazzi lì detenuti. "Il giudizio lasciamolo a Dio". È quello che dicono i mafioosi che affermano di sentirsi come Gesù Cristo in croce e che solo il Padreterno li potrà giudicare...» Risponde don Antonio

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    Nel 1241 i Tartari avevano invaso l’Ungheria e il re Bela IV fu costretto a rifugiarsi in Dalmazia con la famiglia. Poiché la regina stava per partorire, i sovrani promisero che se fosse nata una bambina l’avrebbero destinata ad un convento. Così, intorno ai 4 anni, Margherita, nata nel 1242, è accolta nel convento domenicano di Santa Caterina a Veszprém, mentre si costruisce per lei un altro monastero, dedicato a S. Maria presso Buda, su un’isoletta del Danubio che si chiamerà poi Isola Margherita. Nel 1260 i genitori la vogliono maritare al re Ottocaro II di Boemia, ma lei rifiuta e chiede di farsi religiosa nel convento di S. Maria dove nel 1254 fa la professione e nel 1261 prende il velo. Nel 1265 si impegna per mettere fine a un forte contrasto sorto in famiglia: suo fratello Stefano, ribellatosi al padre che pure lo aveva associato al trono, gli fa guerra, causando migliaia di vittime. Alla fine, per intervento della santa, i due si riconciliano. Da autentica domenicana, Margherita vive in scrupolosa osservanza della Regola, dedicandosi alla imitazione di Gesù nella sofferenza e nell’umiliazione. Si fa leggere il racconto della Passione e attinge argomenti di riflessione anche dalle vite dei santi; si priva di cibo e di riposo per desiderio di vicinanza al Signore sofferente. Spesso le consorelle la trovano addormentata sulla stuoia accanto al misero giaciglio su cui si era inginocchiata per pregare. Non voleva che le fossero usate preferenze perché era la figlia del re, né voleva essere esentata dalle incombenze più umili e gravose della lavanderia, della cucina e dell’infermeria. Per sé riservava le vesti più povere e rattoppate. Morì il 18 gennaio 1270, e fu sepolta nella chiesa del monastero. Dalla sua salma, come aveva predetto, si sprigionò un soave profumo di rose. Il processo canonico fu iniziato nel 1276 ma, per una serie di vicissitudini legate a svariati fattori, si concluse solo nel 1943 con la “canonizzazione equipollente” ad opera di Pio XII.

     
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