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sabato 20 aprile 2019
 

"Che il Signori ci aiuti a vedere le croci del mondo"

Via crucis

Al termine della via Crucis papa Francesco prega intensamente perché tutti noi possiamo vedere le nuove croci che gravano sull'umanità compresa quella "della nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere". 

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    Agnese nacque da una nobile famiglia a Gracciano Vecchio, nei pressi di Montepulciano (Siena), nel 1268. All’età di 9 anni entrò fra le domenicane del monastero del Sacco, chiamato così dalla forma dell’abito indossato dalle monache, distinguendosi subito per una straordinaria pietà tanto che, dopo appena 5 anni di permanenza, fu inviata insieme alla sua maestra di noviziato a fondare un altro monastero a Proceno, nel Viterbese e quando aveva appena 15 anni, con l’approvazione papale ne fu eletta superiora «per la visibile forza esercitata dalla sua santità» come afferma il suo primo biografo, il beato Raimondo da Capua, che scrisse anche la vita di S. Caterina di Siena di cui era direttore spirituale. La fama di Agnese si diffuse ben presto tra il popolo per i prodigi e gli speciali doni a lei attribuiti. A Proceno la santa rimase circa 20 anni. Poi, le meraviglie che si raccontavano di lei spinsero una delegazione di suoi concittadini a chiederle di aprire un monastero anche a Montepulciano e lei col permesso del vescovo ne cominciò la costruzione, decidendo di dedicarlo alla Madonna col titolo di S. Maria Novella. L’8 agosto 1306 il primo gruppo di religiose vi emise la professione alla presenza di fra Bernardo Ranieri dei Servi di Maria. Il 23 settembre si elesse la prima superiora e la scelta cadde su Agnese, che restò alla guida della comunità fino alla morte adottando la regola domenicana. La vita della santa, nonostante i doni straordinari di cui Dio la gratificava e i prodigi operati (famoso quello della manna che ricoprì l’altare alla presenza del vescovo), restò sempre caratterizzata da una grande semplicità e da una intensa pietà verso Gesù e la Vergine Maria. Morì il 20 aprile 1317 e fu canonizzata da Benedetto XIII nel 1726. Il suo corpo si conservò incorrotto. S. Caterina da Siena, recatasi nel 1377 a venerarne le spoglie, assistette al ripetersi il miracolo della manna e vide Agnese sollevare il piede mentre lei stava per baciarlo.

       

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