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martedì 19 giugno 2018
 

"Benvenuti a casa vostra". La Spagna accoglie Aquarius


Finisce l'odissea dei 629 migranti tratti in salvo nei giorni scorsi e ai quali l'Italia ha chiuso i porti. "Un precedente pericoloso", dice Medici senza frontiere. Che denuncia l'assenza di politiche europee condivise che indichino vie legali per arrivare in Europa.

 
L'appello

Dalla sponda del lago di Lecco arriva l’appello dell’arcivescovo emerito di Milano, Angelo Scola coinvolto nel festeggiamento del nuovo status di Oggiono riconosciuto come città

Stasera in Tv

Su Tv2000 un programma che ci porta ad assistere alle operazioni di soccorso dei migranti nel Mediterraneo

vetrina onlus

Testimonianza

La showgirl all'Ospedale Bambin Gesù ha parole di speranza dopo aver visto che il piccolo Regis di 18 mesi ha terminato il ciclo di chemioterapia. "Un giorno toccherà anche a noi"

Non si è mai arresa

Luciana Alpi ci ha lasciato. In una delle ultime interviste disse: «Fanno passare il tempo, gli anni scorrono. Io invecchio. Se non ci sarò più io, la vicenda si chiude». Sapere chi ha tappato la bocca di  Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e sapere anche perché è stato fatto ci renderà più liberi, e l'Italia un Paese più civile. #NoiNonArchiviamo.

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La forza della natura

E' accaduto all'ospedale di Mantova. La neomamma dopo un ictus rimane nel reparto di terapia intensiva, mentre la neonata sta bene 

Lettera

Ci scrive un sacerdote: «Lo sguardo acuto del Papa fa riflettere la Chiesa italiana. Dietro la mancanza di vocazioni c’è la fatica a esprimere la gioia. Chiusi in mille attività, ci si dimentica la bellezza della vita cristiana. Manchiamo di gratitudine verso un servizio alla comunità che è dono di Dio...». Risponde il direttore don Antonio Rizzolo

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Luigi Cotichella

Ha fatto la storia dell’animazione giovanile ed è l'anima dei Grest. Si definisce "educanimatore" e ha rivoluzionato le estati (ma non solo…) parrocchiali, a ritmo di musica e spettacoli creativi, senza tralasciare la preghiera

Ecumenismo

Don Cristiano Bettega, responsabile dell’ecumenismo per la Cei spiega: «Le confessioni cristiane sono divise su tanti punti, ma ci sono pezzi di strada che si possono fare insieme». Ecco perché la visita del Papa al Consiglio delle Chiese di Ginevra è un segno in questa direzione

Spazio, ultima frontiera

Lo sguardo pieno di meraviglia di un lettore verso il cielo: «L’8 giugno papa Francesco ha accolto in Vaticano Paolo Nespoli e gli astronauti della missione ISS 53. Bello e commovente il gesto di donare la tuta a Francesco, invitandolo a fare un giro nello spazio: chissà se ci sono altre forme di vita, e se conoscono la fede...» Risponde don Antonio

 
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A colloquio con il padre
Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Meglio i varani degli esseri umani»

Caro padre, stamane, sul marciapiedi affollato, un disabile in carrozzina inveisce con...

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Liturgia del giorno

1Re 21,17-29; Sal 50; Mt 5,43-48
    

Romualdo nasce a Ravenna da una famiglia ducale verso la metà del secolo X, da giovane entra nel monastero di S. Apollinare, rimanendovi per un triennio, ma poi ne esce perché deluso dalla mediocrità di quei monaci e conduce vita eremitica nei pressi della laguna di Venezia, facendosi discepolo di Marino, un eremita al quale più tardi si unisce un gruppo di nobili, tra cui il doge Pietro Orseolo I, e con loro raggiunge il monastero di Cuxa, sui Pirenei, dedicandosi alla preghiera e al lavoro della terra. Lì lo informano che suo padre, che si era fatto monaco a S. Severo in Classe, è tornato nel secolo. Lui lo raggiunge e lo convince a rientrare nel monastero. Seguono una serie di esperienze eremitiche che lo vedono nella zona di Bagno di Romagna, poi sul monte Catria nell’Appennino umbro-marchigiano e a Comacchio. L’imperatore Ottone III gli affida il riordinamento del monastero di S. Apollinare, ma il suo rigore non piace ai monaci e lui se ne va. Lo ritroviamo nei pressi di Parenzo, in Istria, per tre anni, per lo più recluso in una cella, poi in Val di Castro, tra Fabriano e Cingoli, dove costruisce delle celle per sé e per i suoi discepoli, quindi presso Orvieto dove fonda un monastero che però poi abbandona perché deluso dalla condotta dell’abate. Segue una serie di peregrinazioni che nel 1023 lo portano a Camaldoli, dove costruisce cinque celle separate per altrettanti eremiti che si dedichino alla sola contemplazione divina; più tardi il vescovo aretino Teobaldo vi consacra la chiesa di S. Salvatore. Infine, dopo aver scelto tra essi il priore, abbandona il luogo per recarsi a morire presso il suo monastero di Val di Castro, recluso in cella eremitica, dove spira santamente il 19 giugno 1027. S. Pier Damiani ne scriverà la vita quindici anni dopo, arricchendola di visioni e di miracoli, di lotte col diavolo, il tutto attestato dai monaci che lo avevano conosciuto. Romualdo viene canonizzato verso il 1032 da Benedetto IX.

   

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