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lunedì 29 agosto 2016
 
storie

La storia di Sofia Maria e della sua famiglia di Amatrice scampata per un soffio al terremoto. La lunga notte aspettando i soccorsi infagottata nelle coperte

 
Terremoto e migranti

Ogni occasione è buona per dare addosso agli immigrati. Anche il terremoto. C’è persino chi vorrebbe sospendere il soccorso in mare per usare quei soldi a favore delle vittime del sisma. Ma la solidarietà non chiede prima il passaporto.

Lo spettacolo del dolore

Macerie, volti, voci, immagini, pianti. Dolore al cubo, moltiplicato all’infinito e a reti unificate. Il rischio però è che chi racconta si lasci prendere la mano

Un dolore inaccettabile

Sono tanti, troppi. Sono i piccoli che si trovavano nei luoghi del terremoto in vacanza con i genitori o ospiti dei nonni. Alcuni di loro non ce l'hanno fatta

la tragedia del centro italia

La catastrofe sismica di queste ore sembra la tragica fotocopia di quello dell'Aquila del 2009. Nel frattempo non abbiamo fatto assolutamente nulla sul piano della prevenzione. Per una ragione politica cinica, ma ben precisa

terremoto

L'economista replica ai commenti alla sua intervista contro la proposta ripresa da Giorgia Meloni di destinare la vincita del Superenalotto agli aiuti e alla ricostruzione.

la vera storia

Chi oggi chiede di aiutare con gioco le popolazioni colpite dal sisma non sa che nel 2009 dopo il terremoto in Abruzzo si fece un decreto ad hoc per introdurre nuove slot e neanche un euro di quei soldi è andato alla riostruzione

Terremoto

Operano ad Amatrice. La squadra di pronto intervento appartiene a un corpo storicamente molto antico (nacque attorno al 1820, quando ancora esisteva lo Stato Pontificio) che oggi conta una decina di mezzi, un organico di 30 unità e dipende dalla Gendarmeria.   

Indicazioni pratiche

Il "bignami" degli appelli che stanno girando in rete: cosa bisogna fare per aiutare correttamente le vittime del terremoto

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Terremoto

Ora è la lotta contro il tempo per salvare più vite possibili. Come aiutare la macchina dei soccorsi dopo il terribile sisma in Centro Italia di oggi 24 agosto 

#unfuturoperamatrice

Una campagna perché in tutti i menù del mondo il piatto resti fisso per un anno intero e parte del ricavato venga devoluto per la ricostruzione

Papa Francesco

ANNIVERSARIO

Il 26 agosto 1978 un Conclave brevissimo elesse il patriarca di Venezia. Il suo pontificato durò solo 33 giorni, ma fu ricco di innovazioni. C'è molto Giovanni Paolo I nei gesti e nelle parole di papa Francesco. 

Ancora silenzio

Il Presidente egiziano torna sul caso parlando di sforzi comuni e collaborazione investigativa. Il nostro governo tace. E sono i genitori, ancora una volta, a dover smentire

Tv

Il conduttore si confida con Credere. Cosa intende quando ci parla di “Dio-incidenze”? Chi lo ricorda come uno showman scanzonato rimarrà stupito

 
Le iniziative di Famiglia Cristiana
 
Multimedia
A colloquio con il padre
Calendario
Santo del giorno
Beata Teresa Bracco
Video
 
Liturgia del giorno
Ger 1,17-19; Sal 70; Mc 6,17-29


Morire a vent’anni per difendere la propri dignità di donna: è successo a Teresa Bracco, durante l’ultima guerra, quando i tedeschi dopo l’armistizio dell’Italia con gli Alleati avevano invaso il nostro Paese rastrellando, fucilando e saccheggiando quanti trovavano sulla loro strada. Teresa era nata il 24 febbraio 1924 a Santa Giulia, oggi frazione di Dego in provincia di Savona, penultima di sette figli in una famiglia di saldi principi religiosi. Erano i tempi in cui ancora si pregava mattina e sera in famiglia e la Beata fin da piccola mostrò una singolare inclinazione alla pietà. Con la prima Comunione, ricevuta nel 1931, e due anni dopo con la Cresima, la sua vita spirituale andò crescendo: un giorno, colpita da un’immagine di Domenico Savio recante il suo famoso motto “La morte, ma non peccati”, la collocò in capo al letto e ne fece il programma della sua vita. Dopo le scuole elementari, alternava la sua giornata nel lavoro in casa, nei campi e in chiesa, dove assisteva quotidianamente alla Messa, recitava il rosario e cantava inni alla Madonna. Inoltre, invitava quanti lavoravano con lei nei campi a unirsi alle sue preghiere. Il 28 agosto 1944 le truppe naziste effettuarono un metodico rastrellamento a Santa Giulia; in un gruppo di coloro che, terrorizzati, cercavano scampo nella fuga, c’era anche la nostra Teresa. Ad un’amica che l’aveva messa in guardia da possibili tentativi di violenza da parte dei soldati, disse: «Piuttosto che lasciarmi profanare preferisco morire uccisa». Catturata, separata dal gruppo e trascinata in luogo solitario, la sentirono gridare «No, non voglio!». Lottò eroicamente contro il militare che voleva violentarla finché questi, non essendo riuscito nel suo intento la soffocò, finendola poi con un colpo di pistola. La sua tomba fu subito meta di pellegrinaggi specialmente da parte dei soci dell’Azione Cattolica. Avviato il processo canonico, Giovanni Paolo II beatificava la Bracco il 24 maggio 1998.
 
Il vangelo della famiglia
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