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martedì 13 novembre 2018
 
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Pedofilia, il Papa convoca i presidenti dei vescovi del mondo

12/09/2018  La riunione, senza precedenti, si terrà dal 21 al 24 febbraio 2019. Si discuterà della prevenzione degli abusi sui minori e sugli adulti vulnerabili. L’annuncio al termine della riunione del C9. Giovedì 13 settembre Francesco incontra il presidente della Conferenza episcopale americana. L’amarezza di monsignor Georg Gaenswein: «La questione degli abusi è l’11 settembre della Chiesa»

I presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo sono stati convocati da papa Francesco a Roma dal 21 al 24 febbraio 2019 per discutere della questione della pedofilia e della protezione dei minori. È la decisione senza precedenti annunciata mercoledì al termine della 26° riunione del C9, il Consiglio dei cardinali che aiutano il Pontefice nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale. Un consiglio che si è svolto a ranghi ridotti, in quanto mancavano i cardinali Francisco Errazuriz (Cile), George Pell (Australia) e Laurent Monsengwo Pasinya (Repubblica Democratica del Congo). «Il Santo Padre Francesco, sentito il Consiglio di cardinali», si legge nell’annuncio, «ha deciso di convocare una riunione con i Presidenti delle Conferenze episcopali della Chiesa Cattolica sul tema della “protezione dei minori”».

La richiesta di discutere in maniera più approfondita della questione era venuta da più parti dopo il caso americano, con il report del Grand Jury della Pennsylvania e le nuove indagini in vari stati dell’Unione, e il dossier dell’ex nunzio a Washington, Carlo Maria Viganò, che ha tirato in ballo direttamente il Pontefice chiedendone le dimissioni. Nei giorni scorsi, l’arcivescovo di Philadelphia Charles Chaput, si era spinto a chiedere a Francesco di cancellare l’ormai imminente Sinodo sui giovani per rimpiazzarlo con un Sinodo speciale dedicato agli abusi.

Sulla questione degli abusi è intervenuto anche monsignor Georg Gaenswein, collaboratore di due Papi, prima segretario particolare di Benedetto XVI e poi prefetto della Casa Pontificia con Francesco: «Oggi è l'11 settembre», data di una «sciagura apocalittica», ed anche la Chiesa, «nel turbine di notizie delle ultime settimane» e «tanto più a seguito della pubblicazione del rapporto del gran giurì della Pennsylvania», «guarda piena di sconcerto al proprio 11 settembre, anche se questa nostra catastrofe non è purtroppo associata a un'unica data quanto a tanti giorni e anni e a innumerevoli vittime», ha scandito padre Georg intervenendo martedì alla Camera alla presentazione del libro L'Opzione Benedetto (San Paolo) del giornalista americano Rod Dreher.

Lo scandalo pedofilia sta scuotendo profondamente la Chiesa americana. Giovedì il Papa, come ha confermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, «riceverà in Vaticano il cardinale Daniel DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, insieme al cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Saranno con loro», si legge nella nota, «monsignor Josè Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles, vice presidente della medesima conferenza episcopale, e monsignor Brian Bransfield, Segretario Generale. L'udienza avrà luogo a mezzogiorno».

L'arcivescovo di Washington Wuerl: parlerò con il Papa delle mie dimissioni

Ed è legato al rapporto del gran giurì della Pennsylvania l’annuncio del cardinale arcivescovo di Washington, Donald Wuerl, citato nella lettera dell'ex nunzio Viganò. Wuerl ha informato i sacerdoti della diocesi della capitale della sua intenzione di recarsi presto a Roma per discutere delle sue dimissioni con il Pontefice. Da metà agosto il porporato è stato al centro di polemiche per come ha gestito la crisi della pedofilia quando era vescovo di Pittsburgh in Pennsylvania, lo stato al centro dell'esplosivo dossier di un gran giurì sugli abusi di oltre 300 preti.

Assieme ad altri alleati americani del Papa, è stato inoltre accusato, nella lettera di Viganò, per aver coperto gli abusi sessuali del suo predecessore nella capitale, Theodore McCarrick. Wuerl ha 77 anni e al compimento dei 75, per limiti di età, aveva rimesso il suo mandato nelle mani del Pontefice che però aveva preferito tenerlo al suo posto. Il cardinale si era recato nei giorni scorsi in Vaticano per discutere con il Papa della sua situazione. Bergoglio gli aveva detto di tornare in sede per valutare la questione con i sacerdoti.

Infine, la vicedirettrice della Sala Stampa vaticana, Paloma García Ovejero, nel briefing con i giornalisti al termine della riunione del C9 ha spiegato a proposito dell’attesa, e preannunciata,dichiarazione con i «necessari chiarimenti» sulla vicenda Viganò, che non c'è ancora una data precisa per il suo rilascio. Durante questi giorni il C9 «ha ampiamente riflettuto insieme con il Santo Padre sui temi dell’abuso» e «ha pure fatto motivo di attenzione la cura pastorale per il personale» che lavora nella Curia romana. Il cardinale Sean Patrick O’Malley, «ha aggiornato i presenti sul lavoro della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori ». Infine, «ancora una volta, i cardinali hanno espresso piena solidarietà a Papa Francesco per quanto accaduto nelle ultime settimane».

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