«Caro Francesco, tu sei non solo un grande campione, ma rappresenti anche il calcio pulito, onesto, dell’impegno e della fedeltà alla squadra; hai una bella famiglia, sei disponibile ad azioni solidali e di sostegno a tanti meno fortunati di te: per molti giovani sei, quindi, un punto di riferimento e da imitare. Ci chiediamo, quindi, come sia possibile che tu ti sia prestato a pubblicizzare un gioco, apparentemente innocuo, ma che può danneggiare gravemente le persone e condurre alla dipendenza, come si dice velocemente alla fine dello spot, come se si trattasse di un pericolo di poco conto».

E' l'inizio di una lettera aperta a Francesco Totti, l'ha scritta un gruppo di studenti del liceo Copenico di Prato. diffondendola tramite il movimento No Slot, che si occupa di contrasto alla dipendenza da gioco d'azzardo. Fanno la domanda diretta, papale papale, come solo forse gli adolescenti sanno fare, con la sfrontatezza tipica dei loro anni bianchi e neri, che tanto spiazza gli adulti e talvolta ne smaschera le incoerenze.

Spiegano che sanno benissimo che si tratta di scommesse legali, ma sanno anche che il gioco dà dipendenza e che sta conquistando ragazzi della loro età, tra gli 11 e i 15 anni: li hanno sentiti parlare durante un incontro con alcuni esponenti del Movimento No slot, e dopo quelle testimonianza hanno deciso di lanciare il loro appello: «Siamo giovani e ci piace sognare, sognare un mondo dove i campioni come te si spendono per valori onesti e contribuiscono, con un semplice "NO" a salvare la vita di tanti, perché tanti sono coloro che si sono rovinati, cominciando magari a giocare numeri online, 24 ore al giorno, come invita a fare lo spot di cui sei protagonista. Caro Francesco, noi crediamo che sia possibile cambiare e costruire un mondo in cui l’interesse per il bene delle persone viene prima di quello economico e speriamo che tu faccia un gesto che potrebbe salvare la vita a molti: No al gioco d’azzardo, No agli spot che lo pubblicizzano».

Altre scuole in giro per l’Italia stanno firmando l'appello che con l'aiuto di "Semi di Melo" il centro studi per l'Infanzia e l'adolescenza fondato da Exodus, la comunità milanese di don Mazzi, e dalla Casa del Giovane di Pavia. Le firme sono già migliaia.