Non condividevo molte delle sue idee politiche specialmente le alleanze che aveva intessuto con certi schieramenti e personaggi calabresi. Ma di Jole mi piacevano tanto l’amore per la vita e il buon umore sempre e comunque. Jole Santelli prima donna presidente della mia regione natia scomparsa giovedì 15 ottobre aveva una energia contagiosa. La cosa più bella che ricordo di lei è quando la conobbi durante una visita al carcere minorile di Nisida per i cui giovani da sottosegretario alla giustizia si adoperó con slancio genuino. C’era anche Emanuele Filiberto di Savoia era il 2004. Poi la rividi a Roma per una intervista mi parló dei suoi grandi maestri Marcello Pera giá presidente del Senato e Mancini storico parlamentare di Calabria.

Amava la nostra terra ma senza la forza necessaria per arginare le logiche più retrive e paralizzanti male purtroppo, questo, diffuso trasversalmente. Nel 2014 subendo da direttore di un quotidiano calabrese una grave intimidazione e limitazione della libertá di stampa ricordandone la sensibilità mi venne spontaneo chiamare lei per prima per un sostegno ai colleghi e a me. E lei, anche se in forma privata, per non sfidare i soliti potenti, non ce lo fece mancare. Iole voleva vivere e lasciare un segno buono in questo tempo. Se ne va senza averne avuto la possibilità e sarebbe ancor più triste se del suo vuoto si approfittassero quelle forze debordanti e silenziose che al Sud esercitano un potere diretto e capillare, condannandolo a una stagnazione drammatica. Era credente, sempre di più Iole. Sono certo che pregherà dal cielo per la sua, nostra Calabria.