Santa Lucia apri gli occhi!

La cecità apre gli occhi del sentire e del vedere senza dover vedere. La realtà si confonde con l’immaginario generando nuove chimere. L’ipersensibilità supera la realtà oggettiva delle cose. Nella cecità l’olfatto e il gusto si acuiscono senza conoscere la forma del cibo. L’udito scandisce e riconosce nelle maree ogni piccola ed eterna goccia d’acqua.

Se gli tolsero gli occhi, dopo il dolore si aprì in lei un nuovo cielo poi trafitto dalla spada di chi non vede. Le Geminidi sono uno sciame meteorico che si verifica annualmente a causa dell’asteroide 3200 Phaethon, vengono chiamate le “stelle di Santa Lucia”. Appaiono nel cielo invernale il 13 dicembre e, brillanti come nessun altro asteroide, intercettano il blu della terra. Alcuni anni fa sono passate attorno a noi, dove faranno ritorno nel 2093.

APRI GLI OCCHI è invocazione ed Epifania di un battito ciliare nell’attesa del loro annunciato ritorno. Santa Lucia è il trattenimento, l’invocazione aurorale, la memoria dei gesti nelle sue giovanili genuflessioni, nell’eco dei cori, nella memoria dei colori e delle linee che ne consacrarono gli sguardi tra il tragico e l’assorto nei tanti dipinti di noti o ignoti pittori e scultori.

Lucia apre gli occhi cercando ansiosa lo sguardo severo di chi vede il nostro astro blu oggi, assente di virtù e pietà dove l’ombra precede il lutto. Tutte le palpebre del mondo si aprano oggi, allontanino il buio dagli occhi vuoti e accecati nel silenzio della caduta.

L’accecamento di oggi è il frutto di una parola oscura ed errante che semina dolore attraverso sofisticati codici di azzeramento cerebrale. L’arte dalle cornici del sistema non esce, dolcemente o dolorosamente ripone i propri occhi in un piatto senza fondo inebriandosi di se stessa in un’autoreferenzialità senza fine.

Tutti i santi dipinti nelle volte delle cattedrali o su sconfinate tele raccontano i gesti e le orge del sangue, nelle decollazioni o nei roghi di un’umanità arresa. L’arte a volte sente prima di vedere e in questo ci avvicina a lei.   

Fiat Lux… ode agli occhi di chi vede senza poter vedere.

di Omar Galliani