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domenica 14 agosto 2022
 
CRONACA
 

Bari, gli oggetti sacri (ritrovati) tornano da San Nicola

29/03/2022  La Polizia ha rinvenuto il tesoro rubato: l’anello in oro, l’evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della Sacra Manna, strappati dalle mani della statua del santo dopo che era stata infranta la teca di protezione. Le riflessioni dell'arcivescovo della città, monsignor Giuseppe Satriano, e del rettore della basilica del santo, padre Giovanni Distante

Il ritrovamento degli oggetti sacri di San Nicola, trafugati dalla Basilica nella notte tra il 21 e il 22 marzo scorsi, ha ridato serenità non solo ai cittadini baresi ma anche alla comunità ortodossa molto devota al santo di Myra. Sabato 26 marzo gli agenti della Polizia hanno recuperato nelle campagne del quartiere Japigia, alle spalle del casolare dove si nascondeva anche il presunto ladro, il tesoro rubato: l’anello in oro, l’evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della Sacra Manna, strappati dalle mani della statua del santo dopo che era stata infranta la teca di protezione. Parole di soddisfazione sono state espresse dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano che si è fatto portavoce dei sentimenti dei tantissimi fedeli, sparsi in tutto il mondo: «Desidero esprimere gratitudine profonda per il felice esito delle indagini della polizia che hanno portato al ritrovamento degli oggetti asportati furtivamente dalla basilica di San Nicola, alla statua raffigurante il santo patrono di Bari, caro a milioni di persone. La professionalità degli agenti, la loro perizia e l’abnegazione vissuta nel portare avanti il proprio lavoro ha riconsegnato alla città, e non solo, un segno di speranza che ridona fiducia a questi giorni, rattristati dalla guerra che bussa alle porte delle nostre case».

Resta in carcere il 48enne maghrebino ritenuto il presunto autore del furto sacrilego con scasso. Secondo la gip Antonella Cafagna, attraverso la ricostruzione fatta dalla pm Angela Morea che coordina le indagini della Squadra mobile di Bari, le riprese delle telecamere e le impronte rilevate sulla grata della cancellata divelta per procurarsi un varco di accesso in un punto non raggiungibile, offrono elementi di notevole valore indiziario. Le indagini proseguono per capire se il furto sia stato perpetrato su commissione. La vicenda ha generato una profonda riflessione dell’arcivescovo Satriano: «Dispiace per la persona trovata in possesso della refurtiva. Questa amara storia ci apra il cuore a maggiore solidarietà verso i fratelli che vivono nel bisogno ma anche ad educare a quel senso civico, fatto di rispetto e attenzione alle regole del vivere insieme, a cui nessuno deve sottrarsi. Il Santo di Myra, a cui affidiamo le preghiere di tutti, interceda per questa nostra umanità, ferita e lacerata. A lui chiediamo la grazia e il coraggio di saper attestare relazioni autentiche, protese ad un’etica del dono con la quale rendere generativi i vissuti di ciascuno».

Gli oggetti sacri torneranno presto tra le mani di San Nicola per essere conservati nella basilica, cuore pulsante di Bari vecchia. I padri domenicani, che da oltre 70 anni custodiscono il tempio nicolaiano, hanno mostrato tutto il loro entusiasmo per il ritrovamento dell’oro. «E’ stata davvero una bella notizia che non può che riempirci di gioia», ha dichiarato il rettore Giovanni Distante. «Anche se turbato per il miserevole gesto, ho sempre nutrito fiducia nel sollecito e competente lavoro delle forze dell’ordine. Il valore del ritrovamento, altamente simbolico per la cittadinanza tutta, trasmette fiducia in un momento storico mondiale così difficile. Richiama le responsabilità di ciascuno e di tutti, perché Bari possa restare città felice e di pace, nel segno luminoso del suo potente santo patrono. Richiama inoltre una speciale attenzione verso i fratelli e le sorelle senza fissa dimora. Il nostro impegno possa aiutarli a vivere una vita umanamente dignitosa».

 

 
 
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