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martedì 04 ottobre 2022
 
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Caro bollette, la Cei stanzia 10 milioni di euro per le diocesi

22/09/2022  La decisione del Consiglio permanente dei vescovi italiani che si è riunito a Matera dove fino a domenica è in corso il Congresso Eucaristico Nazionale. Confermato l'impegno nella lotta degli abusi del clero con la seconda Giornata nazionale di preghiera per le vittime in programma il 18 novembre. La riflessione del presidente Zuppi sugli "inverni d'Italia", dalla crisi energetica e ambientale a quella demografica

Un Fondo di solidarietà da 10 milioni di euro a sostegno delle diocesi per contrastare l’aumento dei costi dell’energia. È la somma che la Conferenza episcopale italiana ha stanziato per il caro bollette che colpisce anche parrocchie e oratori. «La somma», spiega la Cei, «sarà assegnata alle singole diocesi secondo il metodo di ripartizione dell’8x1000 e, dunque, attraverso una quota fissa per ciascuna diocesi e una variabile in base alla popolazione. Il contributo sarà finalizzato a mettere in atto una riduzione dei consumi e a realizzare progetti di efficientamento energetico».

È una delle decisioni assunte dal Consiglio permanente dei vescovi italiani che si è riunito in questi giorni a Matera dove si svolge il Congresso Eucaristico nazionale sul tema: “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale” che si concluderà domenica prossima con l’arrivo di papa Francesco.

Nei lavori del Consiglio, coordinati dal presidente, il cardinale Matteo Zuppi, sono stati affrontati numerosi temi, a cominciare da quello degli abusi del clero sui minori. Su questo, a breve sarà pubblicato dal Consiglio Nazionale della scuola cattolica della CEI il testo “Linee Guida per la tutela dei minori nelle scuole cattoliche”, «uno strumento», spiegano i vescovi, «a servizio dei docenti e del personale che opera nelle scuole cattoliche e nella formazione professionale d’ispirazione cristiana, oltre che delle famiglie e di tutto il mondo scolastico». Il Consiglio Permanente ha rinnovato l’impegno nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili, rilanciando le cinque linee di azione assunte dall’Assemblea Generale nel maggio scorso attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione nelle diocesi, tra cui la Seconda Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi in programma il 18 novembre sul tema: “‘Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite’ (Sal 147,3). Dal dolore alla consolazione”.

Sul Sinodo è stata accolta la proposta dei tre “cantieri sinodali” (della strada e del villaggio; dell’ospitalità e della casa; delle diaconie e della formazione spirituale) che sono comuni, si legge nel comunicato finale, «a tutte le diocesi italiane, secondo il documento “I cantieri di Betania” e il successivo Vademecum metodologico “Continuiamo a camminare”. Il dibattito», prosegue la nota, «si è poi concentrato sull’organigramma che, come già stabilito nel Consiglio Permanente del 24-26 gennaio 2022, prevede ora la costituzione di un Comitato nazionale del Cammino sinodale. Tale Comitato avrà il compito di studiare e promuovere iniziative volte ad animare e accompagnare il percorso, in stretta connessione con gli Organi e gli Organismi della CEI. Esprimendo grande riconoscenza verso il Gruppo di coordinamento che fino ad oggi ha coordinato il Cammino, i Vescovi hanno poi designato il Presidente del Comitato stesso. La nomina degli altri membri, che avrà una rappresentatività ampia, verrà affidata a una sessione straordinaria del Consiglio Permanente in programma il prossimo 16 novembre, alle Conferenze Episcopali Regionali, alle Istituzioni e agli Organismi ecclesiali rappresentativi di presbiteri, consacrate/i e laici, con una presenza numerosa di componenti laici».

Durante i lavori si è riflettuto sugli “inverni” dell’Italia, che sono altrettante crisi che attraversano il Paese: «Il Presidente della CEI», spiega il comunicato, «ha offerto una riflessione sui tanti “inverni” che si affacciano sull’Italia: quello “ambientale”, con “l’incertezza sulla disponibilità di gas ed energia, lo spettro del razionamento energetico, il ritorno ad una austerity di cui solo alcuni di noi hanno un lontano ricordo”; quello “sociale”, con “alti livelli di povertà assoluta che persistono nel tempo” e con “il rischio di esclusione sociale superiore alla media europea”; quello “dei divari territoriali”, come quello “ormai atavico tra Nord e Sud” e come quello “delle aree interne, sparse in tutto il Paese, il cui spopolamento e la cui progressiva emarginazione non accennano ad arrestarsi, frammentando il Paese e rendendo ancora più disuguali i cittadini e le opportunità di cui possono fruire”. Il cardinale Zuppi si è soffermato sul “pesante inverno della denatalità” e su quello “educativo” che concerne “non solo gli scarsi investimenti sull’edilizia scolastica, ma soprattutto la serpeggiante sfiducia nei confronti della ricerca e in generale della cultura, di quella competenza per interpretare i segni della storia e preparare quel nuovo umanesimo di cui non solo l’Italia ha bisogno”. Infine, ha citato “l’inverno delle comunità ecclesiali”, che “pur con belle eccezioni” sono “affaticate dalla pandemia e faticano a recuperare vitalità e vivacità”»

I vescovi, dopo aver lanciato l’appello “Osare la speranza” agli elettori in vista delle elezioni politiche di domenica prossima, hanno sottolineato, scrivono, «l’importanza del voto, un diritto e un dovere da esercitare con consapevolezza, per costruire il bene comune e una società più giusta, solidale e attenta agli ultimi. Di qui l’invito a un impegno corale, rivolto agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e agli stessi rappresentanti che saranno eletti al Parlamento».

Infine, sono state ricordate le vittime dell’alluvione nelle Marche e suor Maria De Coppi, la missionaria comboniana di 83 anni, uccisa il 7 settembre scorso in Mozambico: «Nella sua umiltà», ha sottolineato il cardinale Zuppi, «è una figlia grande delle nostre Chiese in Italia, che non ha rinunciato a servire l’umanità del mondo e il Vangelo nella vita di un popolo lontano. Piccola sorella universale! È segno della ricchezza dell’esistenza di una donna, di un’anziana e di una missionaria. Un’anziana può dare molto; una donna può dire molto; una missionaria è andata oltre, più avanti, di noi».

Mons. Felicolo nuovo direttore della Fondazione Migrantes

Tra le nomine, spicca quella di monsignor Pierpaolo Felicolo come nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes. Felicolo sostituisce don Gianni De Robertis che ha guidato l'organismo pastorale della Cei dal 2017 ad oggi. Mons. Felicolo, della diocesi di Roma, è nato il 15 gennaio 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Molti gli incarichi ricoperti durante il suo ministero: dai gruppi giovanili, agli Scout, ai gruppi di catechismo per fanciulli e adulti, alla scuola della Parola con gli anziani. Dal 1998 è impegnato nella pastorale Migrantes della diocesi di Roma che, dal 2010, guida come direttore e dal 2011 anche come Incaricato della Commissione regionale Migrantes della Conferenza Episcopale Laziale. Dal 2013 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Migrantes e negli ultimi anni è stato assistente di Api-Colf della provincia di Roma. Negli anni ha lavorato nella pastorale dei campi Rom della diocesi di Roma organizzando doposcuola per bambini, assistenza e sostegno a numerosi nuclei familiari.

«Ringrazio i vescovi italiani per la fiducia accordatami», sono state le sue prime parole: «mi auguro di continuare ad essere vicino a tutto il mondo della mobilità contribuendo in prima persona alla costruzione di un futuro diverso per e con i migranti. Veniamo da anni difficili. La pandemia e la guerra ancora in corso a un passo da casa, insieme ai tanti conflitti che ci sono ancora nel mondo, hanno provocato grandi cambiamenti e profonde fragilità. Ci attende un grande lavoro a cui oggi guardo con impegno contando sulla collaborazione di tutti gli organismi istituzionali e pastorali e della grande famiglia Migrantes in Italia e all'estero».

A don De Robertis va il ringraziamento della Migrantes per il lavoro svolto. Al nuovo direttore generale vanno le felicitazioni del presidente, mons. Gian Carlo Perego e di tutta la Fondazione Migrantes «con l'augurio di proseguire e sviluppare il lavoro fecondo di chi l'ha preceduto e con l'assicurazione che da quanti, a vario titolo, sono impegnati nella Migrantes, avrà la più ampia collaborazione»

 
 
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