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di Lorenzo Rossi
Sébastien Lecornu, nominato il 9 settembre da Emmanuel Macron nuovo primo ministro francese, avrebbe potuto intraprendere una strada molto diversa da quella che lo ha portato a Matignon. Da adolescente, infatti, il giovane normanno aveva accarezzato l’idea di entrare in un monastero benedettino.
La vocazione sfiorata
Cresciuto tra banchi dell’insegnamento cattolico – ha conseguito il diploma al liceo Saint-Adjutor di Vernon, nell’Eure – Lecornu si è interrogato sulla vocazione religiosa a soli 16 anni, durante un periodo di discernimento. Lo ha raccontato con discrezione, lo scorso ottobre, nel programma Quelle époque ! su France 2, incalzato dalla giornalista Léa Salamé: «In un momento della mia vita, a sedici anni, ho riflettuto alla vocazione accanto ai monaci benedettini», ha ammesso, pur aggiungendo: «non mi piace parlarne, ma è vero».
L’abbazia di Saint-Wandrille
Quel cammino interiore si è svolto all’abbazia benedettina di Saint-Wandrille, vicino a Rouen, fondata nel VII secolo e legata alla congregazione di Solesmes. Secondo Les Échos, Lecornu resta legato a quel luogo, che visita ogni anno. È rimasto colpito, raccontano, persino dal gesto con cui i monaci si salutano, fronte contro fronte. Non a caso, tra i soprannomi che lo accompagnano c’è quello di «monaco-soldato» del presidente Macron.
Dalla politica locale al governo
Accanto a questa dimensione spirituale, c’era però anche la passione per la politica e l’attrazione per la carriera militare a Saint-Cyr. Lecornu scelse la prima strada: a 16 anni entrò nell’UMP e a 19 era già assistente parlamentare. Da allora la sua ascesa è stata rapida: sindaco di Vernon a 28 anni, presidente del consiglio dipartimentale dell’Eure l’anno seguente, quindi l’ingresso al governo nel 2017, dopo l’elezione di Macron, come segretario di Stato alla Transizione ecologica. Poi i passaggi da ministro delle Collettività territoriali, degli Oltremare e infine delle Forze armate. Sempre con il profilo basso di chi non ama parlare troppo della propria vita privata, né della propria spiritualità, ma con una determinazione che lo ha portato a soli 39 anni a diventare premier, succedendo a François Bayrou. Come ministro della Difesa non si può dire che si sia ispirato a San benedetto. Lecornu ha presentato una Legge di Programmazione Militare (LPM) per il periodo 2024–2030, che prevede un raddoppio del budget militare francese, destinato a rafforzare la dissuasione nucleare, a finanziare la costruzione di un nuovo portaerei e ad aumentare gli effettivi delle forze armate. Inoltre, è emerso che Lecornu è stato “artefice di un ambizioso piano di riarmo” da circa 413 miliardi di euro, con l’obiettivo di rafforzare la difesa europea in risposta alla guerra in Ucraina




